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Indonesia. Caritas impegnata in aiuto della popolazione colpita dal sisma

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A tre giorni dal terremoto di magnitudo 7.0 che ha colpito l’isola di Lombok in Indonesia, si fa sempre più chiara l’entità dei danni e la situazione drammatica che sta vivendo la popolazione dell’arcipelago orientale. Le vittime accertate, secondo il Governo locale, sarebbero almeno 131, circa 156.000 le persone sono rimaste senza casa e circa 2.500 quelle che sono state ricoverate per ferite gravi. Le autorità indonesiane hanno fatto evacuare via mare circa cinquemila turisti che si trovavano in tre piccole isole. Karina/Caritas Indonesia è presente a Lombok con il suo gruppo di primo intervento della Caritas diocesana di Denpasar, composto da una decina di volontari. Questo team vedrà nelle prossime ore il supporto di altri volontari, provenienti dalle diocesi vicine e dalla capitale Jakarta, formati nel corso degli ultimi anni anche con l’aiuto di Caritas Italiana.
«Stiamo raccogliendo informazioni sui danni del secondo terremoto, dopo quello che ha colpito la stessa zona il 29 luglio scorso – spiega Yohanes Baskoro, responsabile dei progetti di Karina/Caritas Indonesia -. I volontari che arriveranno staranno sul campo almeno un mese in quanto ci aspettiamo che ci sia bisogno di loro per un lungo periodo. Attualmente abbiamo già distribuito 200 kit igienici ed altri saranno consegnati nelle prossime ore dopo un’analisi dei bisogni».
Baskoro racconta anche che i turisti evacuati da Lombok sono molti: «Il problema è che non ci sono abbastanza voli e mezzi di trasporto per spostare migliaia di persone tutte insieme – spiega –. Gli aerei dell’esercito fanno spola tra Lombok e Bali, ma ci vuole tempo. Noi al momento ci concentriamo nel dare aiuto ai sopravvissuti al terremoto in particolare nella zona a nord di Lombok». Padre Banu Kurianto, Direttore di Karina/Caritas Indonesia, aggiunge: «Oltre alle abitazioni e agli edifici pubblici, sono rimaste danneggiate dal sisma anche alcune chiese di Mataram. il nostro team di volontari ogni giorno individua nuove zone non ancora raggiunte da altre agenzie umanitarie».
Karina/Caritas Indonesia, come ci conferma il Direttore, è impegnata in un progetto di aiuti di lungo respiro: «Oltre alle distribuzioni di cibo e di materiale da lavoro per pulire le macerie della distruzione – spiega padre Banu – stiamo già pensando ad un intervento di ricostruzione delle abitazioni, che nei prossimi mesi sarà probabilmente necessario avviare. E gli aiuti internazionali su questo saranno quanto mai fondamentali per una Caritas giovane come la nostra, anche se la generosità e la solidarietà locale è molto forte e presente in queste
ore. Vogliamo inoltre avviare l’accompagnamento della Caritas diocesana di Denpasar, in modo da rafforzarne le capacità operative per possibili future emergenze».
Caritas Italiana, sia prima che dopo lo Tsunami del 2004 che ha colpito rovinosamente l’Indonesia, ha inviato annualmente operatori e aiuti nell’area. Attualmente sono presenti nell’arcipelago indonesiano anche due volontari in servizio civile della rete “caschi bianchi”, impegnati nel prosieguo di progetti avviati negli anni scorsi, sempre grazie alla presenza di giovani in servizio civile. Inoltre da più di 15 anni Caritas Italiana collabora con Karina/Caritas Indonesia nel supporto alle numerose emergenze naturali che colpiscono ogni anno il paese (alluvioni, terremoti, incendi), ma anche in molti progetti di sviluppo per il rafforzamento della resilienza delle comunità locali.


Argomenti: Mappamondo