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L’importanza di custodire il Creato

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Per Mosè le acque rappresentarono la salvezza. Così come per il popolo di Israele che attraversò il Mar Rosso, sfuggendo all’esercito del Faraone. Ai giorni nostri invece, sempre più spesso, il mare è sinonimo di disperazione, morte, dolore. “Preghiamo affinché le acque non siano segno di separazione tra i popoli, ma di incontro per la comunità umana. Preghiamo perché sia salvaguardato chi rischia la vita sulle onde in cerca di un futuro migliore”, scrive papa Francesco nel Messaggio per la Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato che unisce, nella preghiera e nelle iniziative, cattolici e ortodossi.
Proprio al tema della “Casa comune”, del suo rispetto e dell’impegno anche a favore dei profughi ambientali abbiamo voluto dedicare la newsletter di settembre. Consapevoli, come ricorda il papa, dell’urgenza di “una rinnovata e sana relazione tra l’umanità e il creato”, nella convinzione “che solo una visione dell’uomo autentica e integrale ci permetterà di prenderci meglio cura del nostro pianeta a beneficio della presente e delle future generazioni”.

Leggi la newsletter di Liberi di partire, liberi di restare


Argomenti: Ambiente
Tag: Creato
Fonte: UCS