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Il passo leggero della santità
di Ivan Maffeis

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Nel “Francesco” di Liliana Cavani del 1989, c’è un passaggio che, a prima vista, suona come una battuta di spirito. Il Santo, ormai cieco e segnato con le stigmate, attraversa d’inverno una foresta in compagnia di frate Leone. A quest’ultimo, spiazzandolo, rivolge una parola che abbraccia a ritroso la vita: «In fondo, per noi è stato facile…».

Sì, può sembrare persino paradossale, eppure è più “facile” essere santi che mediocri. La mediocrità appesantisce nel compromesso; la santità rende più leggero il passo, apre mente e cuore, occhi e mani, dona libertà.

Non è, la santità, destino di pochi, ma offerta di misericordia rivolta a ciascuno. A noi che siamo – ricordava Papa Francesco sabato sera – peccatori: «Sì, noi figli, siamo sporchi tutti…». Ad essere santa è la Madre – per la quale ha chiesto di «difenderla dal Grande Accusatore con la preghiera e la penitenza».

Appartenervi significa sentirsi in cammino verso casa, verso una vita piena, sostenuti dal Vangelo e già partecipi della forza del Risorto. Questa santità ognuno di noi l’ha vista riflessa in un papà, in una mamma, in un fratello, in una persona che nel quotidiano dell’esistenza ha vissuto guardando all’essenziale.

È questo, come sottolinea il Documento finale del Sinodo, il «linguaggio che tutti gli uomini e le donne di ogni tempo, luogo e cultura posso comprendere, perché immediato e luminoso». È via che educa, perché affascina.

 


Argomenti: Chiesa in Italia
Tag: santi
Fonte: UCS