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Dopo l’Angelus Papa Francesco accende un cero e prega per la pace in Siria

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“L’Avvento è tempo di speranza. In questo momento vorrei fare mia la speranza di pace dei bambini della Siria, martoriata da una guerra che dura ormai da otto anni”. E’ quanto ha affermato oggi, dopo l’Angelus, Papa Francesco aderendo alla campagna di preghiera “Candele per la Pace in Siria”, promossa dalla Fondazione pontificia “Aiuto alla Chiesa che Soffre”. Il Santo Padre ha acceso un cero “insieme a tanti bambini siriani e tanti fedeli nel mondo che oggi accendono le loro candele”

Aiuto alla Chiesa che Soffre lancia una campagna natalizia di preghiera, aiuto e solidarietà dal titolo “Candele per la Pace in Siria”. La campagna ha inizio il 2 dicembre, nella prima domenica dell’Avvento. Si tratta di un’iniziativa che nei giorni scorsi ha visto impegnati oltre 50mila bambini, appartenenti a diverse religioni, di molte città siriane fortemente colpite dalla guerra, tra cui Aleppo, Damasco, Homs, Marmarita, Hassaké, Tartus a Latakia. I piccoli, spiegano i promotori, “hanno pregato e dipinto disegni riguardanti la pace sui flambeaux delle loro candele”: “Croci, colombe e messaggi di speranza attraverso i quali i piccoli siriani, che rappresentano la prima vittima del conflitto tuttora in atto, hanno rivolto al mondo la loro richiesta di pace”. La Fondazione Acs invita “le persone di tutto il mondo a rispondere al grido di pace dei bambini di Siria, accendendo una candela, per diffondere il messaggio dei piccoli siriani e infondere speranza durante il tempo dell’Avvento”.

La Fondazione ACS invita le persone di tutto il mondo a rispondere al grido di pace dei bambini di Siria, accendendo una candela, così come fa oggi il Santo Padre, per diffondere il messaggio dei piccoli siriani e infondere speranza durante il tempo dell’Avvento.

Il cero che il Santo Padre accende (foto) è stato realizzato da un artigiano del quartiere Bab Touma, nella città vecchia di Damasco, e riporta le foto di una quarantina di bambini, la maggior parte dei quali di Aleppo, il logo della campagna – una colomba le cui ali hanno la forma della mano di un bambino con la scritta “Peace for the Children – Syria 2018” (Pace per i bambini – Siria 2018) – e il logo di ACS.

Già nel 2016 ACS aveva dato voce ai piccoli siriani, portando i loro disegni per la pace al Parlamento Europeo.

In risposta alla “drammatica situazione umanitaria e per impedire la scomparsa della presenza cristiana nel Paese”, Acs accompagna l’iniziativa con una campagna internazionale di raccolta fondi che la Fondazione sosterrà attraverso le sue 23 sedi nazionali. Un piano di aiuti emergenziali, di ricostruzione e pastorali per un totale di 15 milioni di euro, in aggiunta agli oltre 29 milioni e 350mila euro donati da Acs dall’inizio del conflitto nel 2011.

Il piano comprende la distribuzione di pacchi-viveri, medicine e latte in polvere per i bambini; sostegno al pagamento del canone di locazione e del combustibile per il riscaldamento; ricostruzione delle abitazioni delle famiglie cristiane rifugiate e delle strutture ecclesiastiche quali chiese e monasteri; sostegno a sacerdoti e religiose, programmi di assistenza spirituale e psicologica; pagamento delle tasse scolastiche di bambini e studenti universitari; regali di Natale per oltre 15mila piccoli.



Argomenti: Mappamondo
Tag: Siria
Fonte: UCS