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Epifania. Tutti attorno a quella mangiatoia
di Padre Francesco Patton
Custode di Terra Santa

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Nel racconto dell’arrivo dei Magi a Betlemme (cfr. Mt 2,1-12) si fa accenno al fatto che questi misteriosi personaggi vengono dall’Oriente e si parla dei tre doni che portano al bambino: oro, incenso e mirra. A partire dal numero dei doni la tradizione ha fatto diventare tre anche i Magi e li ha progressivamente arricchiti di caratteristiche tali da farne l’immagine dell’intera umanità che accoglie la manifestazione (in greco “epifania”) di Dio nel Bambino Gesù, nato da Maria a Betlemme.

Padre Francesco Patton, Custode di Terra Santa

Nei nostri presepi sono identificabili come un asiatico, un europeo e un africano, ma anche come un giovane, un adulto e un anziano. Infine, hanno ricevuto anche un nome: Gaspare, Melchiorre e Baldassare.
Negli ultimi due anni, dopo un lungo periodo di riduzione del numero dei pellegrini, abbiamo visto i popoli della terra tornare finalmente numerosi a Betlemme, durante tutto l’anno e in special modo nel tempo del Natale. Secondo le stime fornite dal Ministero del turismo Palestinese durante il 2018 a Betlemme sono giunti 3 milioni di visitatori. E in occasione dell’ultimo Natale la piccola città di Palestina è stata davvero la capitale del mondo, il luogo che attira l’umanità intera a contemplare il Figlio di Dio nato nella periferia delle periferie, come suggeriva la profezia di Michea (Mic 5,1-2). Per facilitare l’accesso dei fedeli a Betlemme i check point israeliani hanno favorito il passaggio dei pullman dei pellegrini e quello dei cristiani arabi locali, così che anche circa 800 cristiani residenti a Gaza hanno potuto recarsi a Betlemme.
Il giorno più suggestivo delle feste natalizie sarà però proprio il 6 gennaio, perché in quell’occasione noi “latini”, seguendo il calendario Gregoriano, celebreremo l’Epifania, mentre le Chiese Orientali, seguendo il calendario Giuliano, celebreranno il Natale. Sarà un giorno di grande “confusione” nella basilica della Natività a Betlemme. Ma sarà una confusione dal significato molto bello perché le Chiese dell’Asia, dell’Africa e dell’Europa, da cui derivano tutte le altre Chiese del mondo, si troveranno tutte attorno a quella mangiatoia che ci riporta alla nascita di Gesù e al suo essere venuto in mezzo a noi per farsi nostro cibo e dare la vita per radunare i popoli in un’unica famiglia.
Certamente la festa del Natale non risolverà in modo magico tutti i problemi locali e internazionali, men che meno quelli del Medio Oriente. Eppure questa capacità che ha il bambino di Betlemme di manifestare il volto mite e umile di Dio e di continuare ad attirare l’umanità intera verso la semplicità di una grotta e di una mangiatoia, mi sembra un’indicazione di percorso preziosa ancora oggi per gli uomini e le donne di ogni età, di ogni lingua e di ogni nazione, per ciascuno di noi.

Leggi anche il Messaggio di Natale della Custodia di Terra Santa


Argomenti: Chiesa nel mondo Missioni
Tag: Custodia di Terra Santa Francesco Patton Terra Santa
Fonte: UCS