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Panama2019. Card. Bassetti:”Cari giovani, andate verso le frontiere della pace universale”

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Abbiamo ancora negli orecchi, ma soprattutto nel cuore gli echi del discorso della cerimonia di accoglienza e apertura della GMG nel campo di Santa Maria La Antigua. Il Papa ci ha ripetuto di non avere paura di camminare insieme, di costruire ponti, di favorire la cultura dell’incontro. Tutto questo amandoci gli uni gli altri e vivendo lo stile della Pentecoste.

Cari giovani,

oggi celebriamo la festa della Conversione di san Paolo e da lui riceviamo un annuncio importante: il cammino di conversione ha un motore che non è quello dello sforzo dell’uomo quanto fare la «potente esperienza della grazia» di Dio (Francesco, Omelia, 25 gennaio 2018).

Ma, che cosa vuol dire ‘fare esperienza della grazia di Dio’? Ce lo ha spiegato la prima lettura, degli Atti degli Apostoli, raccontandoci che mentre Paolo era in viaggio, all’improvviso fu raggiunto da una luce dal cielo e sentì una parola rivolta a lui soltanto: “Saulo Saulo, perché mi perseguiti?”. E rispose: “Chi sei Signore?” “Io sono Gesù Nazareno che tu perseguiti”. Tutta la vita di Paolo è racchiusa in quella chiamata. E lui si identificherà poi totalmente nella sua conversione: “Non sono più io che vivo, ma Cristo, vive in me!”.

È un racconto che ci può sembrare molto lontano anche perché ce lo immaginiamo sempre in maniera molto scenografica; eppure ciò di cui parla è quanto può accadere a ciascuno di noi, forse quello che vi è accaduto questa mattina, quando avete sentito una parola che vi ha raggiunti.

Ogni volta che la mano di Dio tocca nel profondo la nostra vita assomiglia a quella luce che ha stravolto Paolo; anche attraverso il Sacramento della penitenza, a cui molti di voi stamane si sono accostati, diventa luce, forza che ti consola, che ti fa sentire amato proprio anche se non lo meriti, anche se ti sei allontanato da Lui.

Gesù, nel Vangelo di oggi ci ha parlato di segni che accompagnano la vita dei credenti: prendere in mano serpenti, bere veleni senza danno, scacciare i demoni, parlare lingue nuove. Questi fatti, come la conversione di San Paolo, sembrano lontani da noi ma è ciò che accade anche nella nostra vita con il Sacramento del Perdono.

Anche voi siete riusciti a prendere in mano qualche serpentello che abitano il vostro cuore, qualche pensiero velenoso nei confronti dell’uno e dell’altra, quei gesti, quelle abitudini che attorcigliano e soffocano la vostra vita e vi rendono schiavi.

Anche voi avete avuto il coraggio di conoscere che certi modi di rispondere stantii e cattivi che non portano vita, in famiglia, sul luogo di lavoro, tra fidanzati, nelle vostre comunità di formazione, nel presbiterio; quei modi di agire che scavano fossati, creano invidie e gelosie, tutti atteggiamenti causati dall’uomo vecchio che è in noi.

Anche voi avete riconosciuto i veleni che altri vi hanno versato addosso le ferite che vi hanno inferto e che pian piano state imparando a perdonare.

Ecco l’esperienza della grazia di Dio! Ecco la potenza del “motore” di cui parlavo all’inizio capace di spingere con decisione la vostra vita, metterla in movimento, dargli energia, incanalare tutte le vostre belle energie giovani, fatte proprio per amare!

Ma anche se qualcuno tra voi avesse sentito la fatica di credere che il Signore davvero riesca ad assolvere, sciogliere, liberare dai peccati, se qualcuno di voi ha avuto timore di accostarsi alla confessione o di fare davvero verità sulla sua vita, non abbia paura!

La grazia di Dio ha un nome e un volto: è quello di Gesù che – come poco fa avete meditato nella celebrazione penitenziale – vi domanda: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Come Maria potete anche voi rispondere: «Si compia in me la tua Parola». E state sicuri che insieme a voi, a partire da oggi, il Signore lo farà!

Ricordo

Oggi si conclude la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, facciamo nostra la preghiera che Papa Francesco ha pronunciato il 18 gennaio, a san Paolo fuori le mura, ad apertura proprio di questa settimana.

La preghiera è che tutti riconosciamo e ci sentiamo figli di Dio, per riconoscerci fratelli tra di noi, fratelli con tutti gli uomini, tutti i popoli della terra. C’è un bellissimo pensiero di La Pira che può tradursi in un impegno personale per ciascuno di noi: «va verso le frontiere della pace universale, inevitabile, verso le frontiere dell’unità del mondo, anche politica ed economica» (G. La Pira) e questo futuro, dipenderà anche da te.

Gualtiero Card. Bassetti

Panama, 25 gennaio 2019


Argomenti: Giovani
Tag: giovani Panama2019
Fonte: UCS