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L’omelia del card. Bassetti a Panama. Sull’esempio di don Tonino Bello

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Cari fratelli e sorelle,

cari giovani,

ho voluto scrivere qualcosa che vi rimanga come un messaggio su cui potrete tornare a riflettere. Siamo pronti! È arrivato il momento di andare tutti insieme ad ascoltare le parole del Santo Padre, a celebrare insieme la Veglia di questa notte e l’Eucarestia di domattina, in questo paese al centro delle Americhe, al confine tra due oceani; in questa terra che molti di voi hanno avuto modo di visitare e di incontrare attraverso i volti delle persone che vi hanno ospitato nelle loro famiglie, aprendo le loro case.
Siano i vostri occhi spalancati sul mondo, capaci di assorbire la realtà che vi circonda per poterla ricordare, portare nel cuore, non soltanto qui, ma anche una volta ritornati a casa. Fate come Maria, lei «serbava tutte queste cose, meditandole nel suo cuore» (Lc 2,19) imparate uno sguardo contemplativo, capace di cogliere dentro la realtà l’impronta, i segni, il gusto della presenza di Dio.

Gesù nel Vangelo di oggi sceglie altri discepoli – e continuerà a farlo fino alla fine del mondo – e li manda, davanti a sé, in ogni luogo e in ogni città nella quale stava per andare. Oggi, come allora. Già vedo la notizia buona del Vangelo che si propaga attraverso di voi che dopo aver ascoltato le parole di Papa Francesco, dei noi, vostri vescovi, dopo aver ascoltato la parola di Dio, partirete, andrete, uscirete, tornerete nelle vostre case, alla vostra vita di tutti i giorni a raccontare non tanto un viaggio dall’altra parte del mondo quanto il cammino che il Signore vi ha fatto fare, portandovi fin qui (Dt 1,31).

Oggi mi sembra di veder realizzata la preghiera che Gesù e i suoi discepoli hanno fatto e che ci è stata raccontata dal Vangelo di Luca: «La messe è abbondante ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il Signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!» (Lc 10,2). Ed eccola qui, la preghiera che si realizza! Siete voi! Più di mille giovani forze, migliaia di giovani energie, pronte a cercare il luogo dove versarsi, quel piccolo pezzo di cielo sotto il quale spendere la propria vita, per amore.

Troppo spesso abbiamo annunciato questo brano di Vangelo senza speranza, come se ci fosse troppo lavoro e fossimo a corto di personale! Che tristezza! Non è così! Guardate che bello questo sguardo di Gesù proiettato nel futuro, carico di speranza perché certo della forza della parola e della testimonianza. Guardate che bello lo sguardo di Gesù, capace di vedere già da prima del loro invio, la fecondità dei discepoli che manda: torneranno proprio loro, più avanti, a raccontare i prodigi che la Parola ha saputo compiere.

Guardate che bello lo sguardo di Gesù, che già vede compiersi in voi la vostra vita: già riconosce, intanto che vi manda, le potenzialità di ciascuno ed è sicuro che ognuno di voi – custodendo la sua Parola – potrà compiere le grandi opere del suo amore. Vi sembrerà impossibile, ma Gesù crede cose di voi che voi stessi non credete; spesse volte riconosciamo soltanto che siamo noi a dover avere fede in lui, dimenticando che è soprattutto Lui che si fida di noi.

Vocazione

Dio ha fiducia in te, ha fiducia in voi: non importa quanto la vostra vita possa essere sbullonata: tante volte ci troviamo soltanto con alcuni cocci della nostra stessa esistenza, coraggio! Gesù è davvero con voi fino alla fine del mondo – lo promette lui stesso ai suoi discepoli – e questo significa che è con voi sempre, anche quando fate scelte sbagliate, anche quando non ci capite più niente nella vita: Gesù è con voi e vuole incontrarvi personalmente!

Non è un problema, la vita! Voi non siete un problema per Gesù, nemmeno le vostre contraddizioni, le vostre domande, i vostri errori, i vostri sogni. Per un adulto di cui ci si può fidare, la vostra vita non è un problema, è una risorsa. E Gesù è un adulto di cui vi potete fidare, dal quale potete andare senza pensare di dover essere perfetti; è un adulto a cui potete affidare la vostra vita così com’è, perché vi ama da morire. E di fatto sulla Croce c’è morto!

È questa la vostra vocazione! Voi siete chiamati ad amare! È vero che spesso non sappiamo come fare, che serve impararlo e non è mai finita – e ve lo dice uno che di anni ne ha vissuti! Ma tu mettiti in cammino, cerca accompagnatori saggi e buttati nel vivo della tua vita!

Diceva don Tonino Bello “Cari giovani, se voi la vostra vita la spendete per gli altri, la mettete a disposizione degli altri, voi non la perdete!”. Per la vita non serve nulla! È quello che comanda Gesù ai settantadue prima di mandarli in missione: non prendete borsa, né bisaccia – che v’importa? – per il viaggio della vita non serve nulla! Nulla serve per amare; ma per amare servite voi stessi e la vostra vita: per amare servi tu!

Quotidiano

Entra nella realtà che ti circonda, nel tuo paese, scopri di che cosa c’è bisogno, intuisci dove puoi compiere un servizio, puoi seminare il bene, mettiti all’opera e intanto domandati – come suggerisce papa Francesco: «ma io, per chi sono?». Questa è la chiave per intuire e riconoscere la tua vocazione: camminando nella storia e ascoltando la Parola riconoscerai a un certo punto di quale pezzo di cielo prenderti cura. E riconoscerai che quello è proprio ciò che anche tu desideravi fare della tua vita.

Prego oggi, in questa Celebrazione Eucaristica, perché ciascuno di voi possa diventare santo, riconoscendo e vivendo la sua vita, nella molteplicità delle vocazioni che ci sono nella Chiesa (cf. Sinodo, 84).

Prego con voi perché rientrando da Panama possiate allargare lo sguardo sul vostro futuro e pensare che là vi attende una via da percorrere, quella in cui riconoscerete – nella relazione con il Signore e con la Chiesa – proprio la vostra vita. Così sarete davvero liberi, per viverla da laici impegnati in una professione, sposi e spose, padri, madri, preti, frati, suore, monache di clausura e mille altre vocazioni presenti nella fantasiosa ricchezza dello Spirito. C’è una via da percorrere, c’è una strada da fare, c’è una vita – la vostra.

Prego perché scopriate che la vita non è mai per se stessi, la vocazione è sempre per qualcun altro; e che non è mai da soli, ma sempre insieme. Affido alla cura di Maria chi fatica a vivere la fedeltà alla propria chiamata e chi non riesce a intuire la strada da percorrere.

Andiamo! Lasciamoci bagnare da questa folla, come da un tuffo nell’oceano della Chiesa, lasciamoci bagnare dalla folla alla quale siamo mandati rientrando nelle nostre case, come da un tuffo nell’oceano dell’umanità. È là che siamo chiamati – in tutte le città e i luoghi nei quali il Signore sta per recarsi – stretti gli uni gli altri, accanto ai poveri, tra le ferite della storia, nelle ricchezze che ogni vita custodisce in sé. Là, ascoltando come Maria la Parola e la storia, intuirete la vostra vocazione; e, statene certi, sarà l’inizio di una sorpresa!

Gualtiero Card. Bassetti

Panama, 26 gennaio 2019

 


Argomenti: Cei
Tag: #CEInews Cei Gualtiero Bassetti
Fonte: UCS