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Giornata per la vita 2019
Per una civiltà della verità e dell’amore
di Marina Casini Bandini*

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La “Giornata per la vita” è stata voluta per determinare nei cristiani una forte reazione capace di superare i sentimenti di rassegnazione, assuefazione e di insuperabile sconfitta di fronte alla legalizzazione dell’aborto. Ciò significa, in primo luogo ricordare – come è scritto nel documento “La comunità cristiana e l’accoglienza della vita umana nascente”, pubblicato l’8 dicembre 1978, cioè pochi mesi dopo l’entrata in vigore della legge 194 – che «L’aborto è certamente una delle ingiustizie più radicali che possono essere compiute verso l’uomo» sia per la sua «espansione impressionante», sia perché «l’ingiustizia dell’aborto viene poi aggravata dal fatto che il concepito è un innocente senza alcuna possibilità di difendersi e dal fatto che viene soppresso da coloro che l’hanno chiamato all’esistenza e da coloro che dovrebbero custodire e difendere la vita, come i sanitari».

Naturalmente l’azione pastorale della Chiesa si svolge in continuità tutto l’anno e non solo nella “Giornata per la vita”, ma in essa il popolo dei cristiani deve comprendere meglio la sua vocazione: quella di essere lo strumento per costruire insieme a tutti gli uomini di buona volontà la “civiltà della verità e dell’amore”. É logico, perciò, che tutte le iniziative di servizio alla vita vengano incoraggiate dalla “Giornata”: oltre i Centri di aiuto alla Vita hanno preso vigore i noti servizi Progetto Gemma e SOS-vita. La “Giornata per la vita” è capace anche di salvare molte vite umane perché l’annuncio che il bambino concepito non ancora nato è un essere umano, uno di noi, è il massimo elemento di prevenzione dell’aborto, capace di risvegliare l’innato istinto di accoglienza e il coraggio delle madri.

Il titolo di questa giornata 2019 è particolarmente pertinente (È vita, è futuro) perché sottolinea l’individualità umana del concepito e mostra che il rispetto della vita nascente, è condizione di un futuro positivo non solo perché combatte il crollo della natalità che oggi è una diffusa preoccupazione, ma anche perché è la prima pietra di un nuovo umanesimo che abbraccia tutte le povertà umane. É sempre bene non disperdere il senso originario della “Giornata”: se è vero che “la vita è tutta la vita”, è anche vero che lo sguardo sulla parte iniziale della vita – dove l’uomo vive la condizione di massima piccolezza e povertà – illumina il valore della vita tutta, in ogni fase e in ogni situazione.

*Presidente del Movimento per la vita



Argomenti: Bioetica
Tag: giornata per la vita
Fonte: UCS