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Migranti. Non per mare: protezione internazionale e vie legali e sicure all’ingresso

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Nella maggior parte dei Paesi europei, le norme mirano a restringere sempre di più le possibilità di ingresso legale. Questa limitazione genera un paradossale circolo vizioso per cui politiche restrittive contribuiscono ad aumentare gli ingressi irregolari e di conseguenza l’ostilità degli autoctoni nei confronti dei migranti generando ulteriori politiche restrittive.
È possibile interrompere questo circolo vizioso? I corridoi umanitari sono una delle possibili risposte promosse della Chiesa italiana.

Venerdì 5 aprile (dalle ore 10.30) nell’Aula Magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore Largo Gemelli, 1 a Milano, nel convegno “Non per mare. Protezione internazionale e vie legali e sicure di ingresso”, sarà presentato il primo rapporto sui corridoi umanitari in Italia.
Interverranno all’appuntamento l’Arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, il rettore dell’Università Cattolica, Franco Anelli, il sindaco Giuseppe Sala (con un video messaggio), il responsabile dell’Area nazionale di Caritas Italiana, Francesco Marsico, il direttore di Caritas Ambrosiana, Luciano Gualzetti.

Nella seconda parte della mattinata discuteranno dell’esperienza dei corridoi umanitari Oliviero Forti (Caritas Italiana), Daniele Albanese (Caritas Italiana), Manuela De Marco (Caritas Italiana), Andrea Pecoraro (Unhcr), Daniela Pompei (Comunità di Sant’Egidio), Alganesc Fessaha (Gandhi Charity), Matteo Villa, ricercatore presso Ispi.
Nel pomeriggio operatori ed esperti affronteranno il tema dell’integrazione nelle comunità che hanno accolto i profughi.

Il programma “Corridoi Umanitari”, implementato sulla base del protocollo sottoscritto nel 2017 fra la CEI e il governo italiano, ha consentito l’arrivo in sicurezza in Italia di richiedenti protezione internazionale. I beneficiari, una volta giunti in Italia, hanno trovato accoglienza presso le Caritas diocesane secondo un modello volto a coinvolgere nell’accoglienza le diocesi, le famiglie, singoli cittadini, le comunità locali, attraverso la messa a disposizione di vitto, alloggio, corsi di lingua, iscrizione scolastica, dei minori, assistenza sanitaria e psicologica nei casi di vulnerabilità rilevati, assistenza legale e amministrativa, avviamento all’inserimento lavorativo. Il Rapporto “Oltre il mare” fa un bilancio dei percorsi avviati e indica alcune ipotesi per una sua implementazione anche alla luce di altre esperienze internazionali.

L’incontro si inserisce nell’ambito del progetto europeo M.IN.D (Migration Interconnectedness Development), portato avanti dalla rete Caritas con il co-finanziamento dell’UE, e vedrà anche la presentazione del corso di formazione in collaborazione con ISPI sulle cause di migrazione e i contesti di origine.
Comunicato n.11 | 03 aprile 2019


Argomenti: Migranti
Tag: corridoi umanitari migranti
Fonte: UCS