Placeholder image
La riflessione di don Graziani per “La Voce dei Berici”

Condividi:

Anticipiamo la riflessione che il Direttore dell’ufficio comunicazioni di Vicenza ha preparato, in vista della prossima GMCS, per il settimanale diocesano.

 

Domenica 2 giugno: in Italia, festa della Repubblica; per il calendario liturgico festa solenne dell’Ascensione al Cielo del Signore Gesù; per la Chiesa universale, Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali. Nel suo messaggio per questa occasione papa Francesco invita ancora una volta i cristiani a umanizzare il mondo dei media, chiamati forse oggi come mai prima ad una conversione realmente social, contribuendo a ricostruire quel tessuto relazionale e comunitario che in molti contesti appare in modo preoccupante logoro e sfilacciato. Nell’essere umano vi è un desiderio di comunione e comunicazione che troppe volte resta frustrato e deluso, fino a gettare molti, troppi nell’isolamento, nell’aridità degli affetti, nella sfiducia nei confronti del prossimo e della vita in generale.

Anche la rete – cui soprattutto fa riferimento il messaggio del Papa – nonostante le sue reali potenzialità e le sue promesse, in molti casi ha purtroppo contribuito a questo impoverimento e malessere relazionale. Lungi dall’essere quei luoghi di incontro sicuro e di libero confronto quali inizialmente erano stati immaginati, le social communities (Facebook, Twitter, i vari gruppi WhatsApp…) si sono lasciate avvelenare spesso dal cyberbullismo, dalle fakenews, dai pregiudizi (di ordine etico, sessuale o religioso), dal rancore e dalle frustrazioni di singoli o di particolari gruppi politici e sociali. Moltiplicare, facilitare e velocizzare i contatti non ha automaticamente migliorato le nostre relazioni, al contrario. La disponibilità alla comprensione reciproca sembra purtroppo sempre meno diffusa; il commento piccato e sarcastico spesso prevale come unica modalità comunicativa; l’espressione del proprio punto di vista sovente non trova migliori argomenti del ridicolizzare od offendere (fino alla calunnia) chi sostiene ragioni diverse dalle proprie.

In tale contesto i cristiani sono chiamati ad evangelizzare con la loro presenza i social networks, dando prova di uno sguardo differente, di un linguaggio diverso e di un diverso modo di essere e di esserci. “Investire sulle relazioni”, dice papa Francesco, tanto negli ambienti digitali, quanto in quelli che prevedono fisicamente la nostra presenza: perché non sono due cose diverse e noi sempre, sia online che offline, dobbiamo essere umani, cristiani e missionari del Vangelo dell’Amore. Un vangelo che parte dall’incontro e dal dialogo gentile e rispettoso. Non importa se l’altro lo incontri in piazza o sul web: egli comunque è un tuo compagno di viaggio, parte di questa tua stessa umanità, membro di quel corpo che per i credenti è la Chiesa, mistero di comunione senza limiti e barriere perché immagine della comunione trinitaria, eterno infinito di Dio.

La vita nelle social communities e quella nella comunità umana sono oramai strettamente connesse: le relazioni vanno in ogni caso curate perché, come dicono oggi i sociologi della comunicazione, viviamo on-life: splendida crasi per indicare quella coerenza e integrità di vita che non solo ai cristiani, ma ad ogni essere umano è richiesta per essere autentici nella propria umanità e non divenire la triste maschera di sé stessi.

Don Alessio Graziani
Direttore Ufficio Comunicazioni Sociali
Diocesi di Vicenza


Argomenti: Comunicazione
Tag: #GiornataMondialeComunicazioniSociali2018 #GMCS2019 Vicenza
Fonte: UCS