#RomaFF13. Il punto sui film del terzo giorno. Addio alle scene per Robert Redford e doc di denuncia per Michael Moore
#RomaFF13. Il punto sui film del terzo giorno. Addio alle scene per Robert Redford e doc di denuncia per Michael Moore

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Terzo giorno di proiezioni all’Auditorium Parco della Musica per la Festa del Cinema di Roma. Presentati sabato 20 ottobre, nella “Selezione ufficiale” due film che arrivano direttamente dagli Stati Uniti: il documentario “Fahrenheit 11/9” firmato dal premio Oscar Michael Moore e il poliziesco “The Old Man & the Gun”, diretto da David Lowery, film che segna il congedo dalle scene di Robert Redford. Ancora, evento speciale ad Alice nella Città, sezione autonoma e parallela della Festa di Roma, il docufilm sugli oratori lombardi “Qui è ora” di Giorgio Horn, primo lungometraggio della Fondazione Ente dello Spettacolo. Ecco il punto sulle proiezioni della giornata con il Sir e la Commissione nazionale valutazione film della Cei.

Il documentarista americano Michael Moore si è fatto conoscere all’inizio degli anni Duemila raccontando la strage di giovani nel liceo Columbine con il film “Bowling for Columbine” (2002), che gli vale un premio Oscar. Nel corso degli anni Moore si è poi scagliato contro i poteri forti, da “Fahrenheit 9/11” (2004), sulla presidenza Bush e l’attentato alle Torri Gemelle, a “Sicko” (2006) e “Capitalism: a love story” (2009), indagini rispettivamente sulle falle del sistema sanitario Usa e sulla crisi finanziaria dalle ripercussioni globali.

Ora con “Fahrenheit 11/9”, giocando sul titolo simile a quello del 2004, ma legandolo alle date della vittoria di Donald Trump alle presidenziali USA, il 9 novembre 2016, Michael Moore mette sotto la lente di ingrandimento l’attuale inquilino della Casa Bianca.

“Il regista non punta solo il dito contro il 45° presidente Usa – sottolinea Sergio Perugini, segretario della Commissione nazionale valutazione film Cei –, bensì contro la politica tutta, tanto dei Repubblicani quanto dei Democratici, Barack Obama compreso. La colpa della politica è quella di aver lasciato solo il Paese, o meglio quella fetta di popolazione che abita le periferie, costretta a scontrarsi con un sistema educativo, sanitario e sociale iniquo ed escludente. Impressionante, nel film, è il racconto dello scandalo ecologico dell’acquedotto di Flint, cittadina depressa del Michigan: lì Moore, occupando la vita difficile degli ultimi, dà il suo meglio. In generale, un è film satirico, amaro, ma di chiaro impegno civile”.

Classe 1980, David Lowery con “The Old Man & the Gun” realizza un film di grande fascino e atmosfera, tutto centrato sulla figura e la carriera di Robert Redford. E il celebre divo hollywoodiano, a 82 anni, ha deciso di congedarsi dal cinema proprio con quest’opera.

Il film prende le mosse da una vicenda realmente accaduta, la storia del rapinatore di banche Forrest Tucker; si concentra in particolare sugli ultimi colpi del truffatore Usa negli anni ’80, in età orami avanzata. Tucker (Redford), contraddistinto da uno stile discreto ed elegante, senza mai usare la pistola, mette in fila una serie di furti in banche di ogni dimensione; durante una fuga, conosce la vedova Jewel (Sissy Spacek), che sembra indurlo a cambiare stile di vita.

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Argomenti: Cinema Cultura
Tag: Festa del Cinema di Roma Michael Moore Robert Redford
Fonte: SIR