La notte dell’Europa? Le Chiese colgano l’opportunità per raccontare il Vangelo
La notte dell’Europa? Le Chiese colgano l’opportunità per raccontare il Vangelo
di Giuseppe Tognon

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Vista dall’Italia di oggi, l’Unione europea sembra essere una nemica. Recenti indagini hanno mostrato che il sentimento pro Europa unita degli italiani è sceso sotto il 50% quando trent’anni fa era all’80% e il nostro Paese era tra i più europeisti del continente. Resta ancora forte il gradimento per l’euro, forse perché abbiamo memoria di quanto fragile fosse stata la lira negli ultimi decenni.

​Che cosa è successo nella nostra coscienza collettiva per portarci in così poco tempo lontani dal mito europeo?

Che cosa ci ha fatto diventare così arrabbiati o così perplessi? Le cause sono molte: l’Italia in questi ultimi venti anni è cresciuta economicamente meno degli altri Paesi europei e l’ingiustizia sociale è aumentata; le questioni dell’immigrazione e della sicurezza hanno suscitato ansia e paura; la globalizzazione ha reso più incerta la nostra identità nazionale; l’Unione europea ha adottato una politica di austerità che ha penalizzato un Paese come il nostro. Noi italiani siamo in gran parte responsabili di questa situazione perché abbiamo creduto che l’integrazione europea avrebbe miracolosamente corretto molti nostri vizi nazionali ma è vero che il disagio contro Bruxelles cresce anche in paesi che stanno meglio di noi.
​La cosa più importante oggi non è però l’economia, anche se tutti cercano di farcelo credere, ma qualche cosa di più profondo.

In tutta Europa sta rinascendo il nazionalismo e lo sforzo di molte forze politiche è quello di estirpare le radici del sentimento europeo che è nato alla fine della seconda guerra mondiale.

Chi ci governa ora pare essere in prima fila in questo progetto di destrutturazione dell’Europa. E’ solo propaganda? Non credo.
​L’Europa comunitaria è entrata in una profonda crisi culturale e ideale. L’idea della crisi ha sempre accompagnato la storia europea, ma oggi stiamo andando oltre, perché stiamo rispondendo alle difficoltà della politica europea con modalità di cui non siamo più padroni, ma solo replicanti: populismi, nazionalismi, sovranismi, sono forme di una storia politica che precede addirittura la Rivoluzione francese e che ci trovano impreparati, dopo decenni di ricchezza e di pace. Replichiamo l’antico senza conoscerlo; assistiamo senza batter ciglio all’affermarsi di forme totalitarie ed imperiali di democrazia; crediamo di poter fare senza la storia, come apprendisti stregoni che miscelano alleanze o insulti in pozioni miracolose. Reagiamo abbandonando il campo di battaglia, come hanno deciso gli inglesi con la Brexit e come si preparano a fare altri popoli.

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Argomenti: Europa
Tag: Chiesa comunità Europa Unione Europea Vangelo
Fonte: SIR