Paola De Gasperi (figlia), “laicità di mio padre basata su ricerca bene comune”
Paola De Gasperi (figlia), “laicità di mio padre basata su ricerca bene comune”

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“Sono grata al card. Gualtiero Bassetti – e a tutta la Cei – per aver ricordato la figura di De Gasperi nella sua introduzione ai lavori della Assemblea generale. La laicità di mio padre poggiava sulla sua fede che nutriva anche la sua passione politica animando in lui un forte spirito di servizio al prossimo e un alto senso dello Stato finalizzato al bene comune”. Lo ha detto al Sir Paola De Gasperi commentando le parole del presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti, che oggi durante l’introduzione ai lavori dell’Assemblea generale dei vescovi, ha ricordato la figura dello statista italiano. Parlando della laicità della politica, il cardinale ha detto che “ne sono stati interpreti uomini di fede che hanno fatto grande la nostra storia. Penso a un De Gasperi, che seppe lottare per difendere la propria fede con grande pudore, facendo gli interessi dei cittadini, in piena e sofferta autonomia di pensiero, di parola e di azione”. “L’impegno politico è stato vissuto da mio padre come un’autentica vocazione – sottolinea Paola De Gasperi – la sua laicità era basata sul rispetto degli interessi del popolo, sulla ricerca del bene comune senza cedere al compromesso morale e a interessi di parte. Laicità, dunque e non laicismo”. “Con la sua lealtà e dedizione verso le Istituzioni ha mostrato di avere fede nella sua fede”. Un messaggio che, aggiunge la figlia di De Gasperi, “spero giunga ai tanti politici di fede cristiana che prestano il loro servizio a vari livelli nelle Istituzioni, dai Comuni fino al Parlamento. Lo scoraggiamento cui assistiamo soprattutto tra i giovani, che non credono più che esista un modo per fare qualcosa di buono per il Paese, spero possa trovare una risposta nella figura di De Gasperi e nel suo impegno politico”.

“Come vescovi non intendiamo stare alla finestra”. Lo ha garantito il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, che nella parte finale della sua introduzione ai lavori dell’assemblea dei vescovi italiani, in corso in Vaticano fino al 15 novembre, ha assicurato che “la Chiesa vuole contribuire alla crescita di una società più libera, plurale e solidale, che lo stesso Stato è chiamato a promuovere e sostenere”. Due, per Bassetti, i “principi” attorno ai quali i vescovi si riconoscono, “che appartengono alla storia del movimento cattolico di cui siamo parte”: il primo è “il servizio al bene comune”, il secondo è “la laicità della politica”. “Nella complessità di questa stagione, i limiti individuali possono trovare una compensazione soltanto nella dimensione comunitaria, educandoci a pensare e ad agire insieme”, ha spiegato Bassetti a proposito del primo principio: “La politica migliore è quella che opera in unità di mente e di cuore, senza cadere in faziosità”. Al riguardo, il presidente della Cei ha citato l’esempio del beato Giuseppe Toniolo, che a cent’anni dalla morte “ha ancora molte cose da dirci: in una situazione in cui i cattolici erano politicamente irrilevanti e comunque impediti, egli seppe riunirli attorno a un impegno per il lavoro, la giustizia e la pace sociale; con il suo servizio culturale divenne promotore di legislazioni e di opere sociali a favore delle classi più disagiate. Così, la sua visione di un’economia per l’uomo, permeata dall’etica e governata dai principi di sussidiarietà e di solidarietà, rimane anch’essa una lezione estremamente attuale”. Quanto alla laicità della politica, per Bassetti “ne sono stati interpreti uomini di fede che hanno fatto grande la nostra storia”: “Penso a un De Gasperi, che seppe lottare per difendere la propria fede con grande pudore, facendo gli interessi dei cittadini, in piena e sofferta autonomia di pensiero, di parola e di azione”. “Guardiamo avanti con fiducia”, l’invito finale, a nome della Chiesa italiana: “C’è un Paese che – come la vedova povera e generosa, di cui parlava il Vangelo di ieri – non solo sa contenere la preoccupazione ansiosa per il domani, ma continua a dare quello che ha e quello che è, senza far rumore, con larghezza di cuore e purezza d’intenzione. La storia è davvero scritta anche dai piccoli, anzi probabilmente proprio loro scrivono la storia più vera e profonda, più ricca di fiducia in Dio e di attenzione agli altri”. “Su questa via c’è la possibilità per ciascuno di tornare al gusto di relazioni costruttive, perché vere, buone e belle”, la proposta di Bassetti: “Il Vangelo non è un sospiro, ma un respiro a pieni polmoni: è quel silenzio che sostanzia ogni parola, quell’appartenenza che porta a riconoscersi comunità, quello sguardo che abbraccia ogni momento della vita”.

 

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Argomenti: Chiesa in Italia
Tag: bene comune De Gasperi Giuseppe Toniolo Gualtiero Bassetti
Fonte: SIR