Brexit, il grido dei vescovi inglesi e irlandesi: “A rischio accordi di Venerdì Santo”
Brexit, il grido dei vescovi inglesi e irlandesi: “A rischio accordi di Venerdì Santo”

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L’Accordo sul Brexit è fatto “al 95%”. Le rassicurazioni del Primo ministro inglese Theresa May alla Camera dei Comuni, nei giorni scorsi, sono giunte come una doccia gelata sulla testa delle circa 700mila persone che il 20 ottobre hanno marciato a Londra, verso il Parlamento, per chiedere un referendum sull’accordo finale, dopo quello del 2016, sul Brexit, in discussione tra Londra e Bruxelles. Le difficoltà e i timori sui negoziati, infatti, avevano riacceso le speranze di chi, nel Regno Unito, fino all’ultimo aveva sognato la vittoria dei “Remain” o meglio dei “Bremain” al referendum del 23 giugno 2016. Salvo poi infrangersi sul muro del 48% di suffragi. Un sogno accarezzato ma adesso da riporre nel cassetto così come le bandiere blu a 12 stelle dorate, rappresentanti gli ideali di unità, solidarietà e armonia tra i popoli d’Europa. In attesa di tempi migliori, se mai verranno.

Intanto si continua a trattare e tra i punti più spinosi quello della creazione di uno spazio doganale comune fra Ue e l’intero Regno, senza distinzioni fra l’Irlanda del Nord e la Gran Bretagna. Come è noto, infatti, l’Irlanda, è divisa politicamente in Irlanda del Nord, che fa parte del Regno Unito, e Repubblica di Irlanda, ma fino ad oggi i due Paesi sono uniti poiché non esiste frontiera. In caso di mancato accordo sul Brexit tornerebbe un confine fisico, lungo 360 chilometri – che nessuno vuole – e che potrebbe diventare la tomba dell’Accordo del Venerdì Santo (10 aprile 1998) che pose fine a tre decenni di guerra civile in Irlanda del Nord con oltre 3.600 morti, tra i quali circa 2000 civili.

Relazioni da mantenere. “Uscire dall’Ue non vuol dire uscire dall’Europa”. È la convinzione espressa al Sir da mons. Nicholas Hudson, vescovo ausiliare di Westminster (Londra), parlando a margine dell’assemblea plenaria della Commissione degli episcopati dell’Ue (Comece) che si è svolta nei giorni scorsi a Bruxelles. Tra i temi all’ordine del giorno anche il Brexit illustrato da Michel Barnier, capo negoziatore dell’Ue con il Regno Unito. “Nel 2016 – afferma il vescovo – molti cittadini del Regno Unito pensavano che l’uscita dall’Ue sarebbe stata facile; dopo 18 mesi capiscono che non è cosi. Il negoziato per il Brexit si mostra sempre più complesso man mano che si avvicina la fatidica data del 29 marzo 2019, ore 23, quando tutto – si dice – dovrà essere stato definito. Le conseguenze che questo avrà sulla società inglese sono ancora lungi dall’essere ben chiare”.

(di Daniele Rocchi)

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Argomenti: Europa
Tag: Brexit Irlanda del Nord Regno Unito Theresa May vescovi
Fonte: SIR