Giovani e sviluppo: “change makers” per un’economia alternativa
Giovani e sviluppo: “change makers” per un’economia alternativa

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Colombia, Benin e Brasile. Sono i tre Paesi da cui provengono i vincitori del concorso per le “buone pratiche” lanciato in occasione dell’evento internazionale “Prophetic economy”, che si è svolto nei giorni scorsi presso il Centro Mariapoli di Castel Gandolfo, con la partecipazione di 500 persone provenienti da oltre 40 Paesi dei cinque continenti. La scommessa: dimostrare che anche i giovani possono essere “change-makers”, cioè agenti di cambiamento per un’economia alternativa e solidale a favore dello sviluppo umano integrale. All’origine del progetto c’è una rete internazionale composta da sette organizzazioni: Comunità Papa Giovanni XXIII, Nomadelfia, Movimento globale cattolico del clima, Movimento Atd Quarto Mondo, Associazione Mondo di Comunità e Famiglia, l’iniziativa SlotMob e il Movimento dei Focolari con i suoi progetti Economia di Comunione e Teens for Unity.

Ad aprire i lavori, all’insegna dello scambio interattivo e intergenerazionale, è stato l’economista americano di fama mondiale Jeffrey Sachs: “Un’economia profetica – ha affermato – significa un’economia che opera nella visione dei profeti, che significa nella visione della giustizia, della pace, di soddisfare i bisogni delle persone più povere, una visione di protezione del creato. Abbiamo bisogno di un’economia di sviluppo sostenibile che significhi un’economia in cui la prosperità è condivisa. Questo è socialmente giusto ed ecologicamente sostenibile”.

Varia la composizione dei partecipanti: economisti, esperti in ambito economico-finanziario, attivisti del settore ecologico, imprenditori e studenti, persone di diverse culture e credi religiosi, dai nove anni in su.

E proprio i giovani e i ragazzi sono stati protagonisti sia di un programma tagliato su misura per la loro età, con giochi e interviste ad esperti su temi economici ed ecologici, sia di diversi “panel” con gli adulti attraverso loro domande, proposte, testimonianze. Due le proposte concrete dei convegnisti più giovani, che hanno approfondito e raccolto la sfida lanciata dalla Fao di lavorare per vincere la fame nel mondo entro il 2030 (#zerohunger): diffondere maggiormente la pratica del “pasto sospeso” e introdurre una nuova materia scolastica che abbia per oggetto gli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

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Argomenti: Economia Giovani