Mediterraneo. Tragedie, interessi, ruolo di Roma. Tra Tripoli e Parigi
Mediterraneo. Tragedie, interessi, ruolo di Roma. Tra Tripoli e Parigi
Giorgio Ferrari

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A sette anni dalla caduta della Jamairiya e di quel regime che con pochissime luci e molte ombre aveva garantito alla Libia stabilità per oltre un quarantennio, il mondo assiste fra lassismo e impotenza al caos di un Paese lacerato e diviso, geograficamente fratturato dalla rivalità di due regioni – la Cirenaica e la Tripolitania – mai realmente assimilatesi fra loro se non per l’anarchia tribale e le tante, troppe, milizie e consorterie in perenne lotta tra loro. Le stesse che spadroneggiano in quella terza grande area, il Fezzan, ridotto a una sorta di Somaliland, una “terra di nessuno” dove il traffico di ogni possibile merce, dalle armi alla droga, dagli organi umani fino alle vite stesse di uomini e donne e bambini migranti fa parte dell’attività quotidiana.

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Argomenti: Mappamondo
Tag: Libia migranti
Fonte: Avvenire