Atletica. La corsa di Alì: dal Ciad fino alle piste italiane
Atletica. La corsa di Alì: dal Ciad fino alle piste italiane

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Ciad, centro dell’Africa. Sole cocente, a nord il deserto, a sud la steppa. Strade polverose, povertà assoluta e fame. E sogni. Come quello del diciottenne Alì Mahamat Hissein, quarto di sette fratelli, che un giorno a Biltine un piccolo centro nel nord est del Paese non lontano dalla capitale N’Diamena, mentre correva scalzo affianca il quarantenne Tommaso Ravà, ex campione italiano di boxe dilettanti categoria superwelters, in Ciad in quei giorni per affari legati al suo lavoro di operatore turistico.

«Stavo correndo, è un mio hobby per tenermi in forma e questo ragazzino ha iniziato a correre con me. Accade spesso, ma Alì era simpatico e gentile, alla fine della nostra corsa gli ho regalato le mie scarpe e la maglietta» le prime parole di Ravà appena gli si chiede di Alì: «Non mangiava, era poverissimo ed emarginato da tutti, ma correva da qualche anno, un po’ come fanno tutti i bambini e ragazzi in Africa perché non hanno null’altro. Nel giro di pochi giorni è nato un rapporto di amicizia, ho notato subito che era serio e volenteroso oltre che fisicamente dotato».
di Cesare Monetti

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Argomenti: Storie
Tag: Alì Mahamat Hissein atletica Ciad corsa integrazione sport Tommaso Ravà
Fonte: Avvenire