Mafia. Giornalisti minacciati, Borrometi: “Portiamo avanti la verità”
Mafia. Giornalisti minacciati, Borrometi: “Portiamo avanti la verità”

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“In questo momento la libertà di stampa nel mondo è seriamente a rischio. In Afghanistan nove giornalisti pochi giorni fa hanno perso la vita per documentare ciò che continua ad accadere in quel Paese. Non si può non ricordare Daphne Caruana Galizia, saltata in aria con un’autobomba proprio come sarebbe dovuto accadere a me. E neppure Jan Kuciak, anch’egli probabilmente ucciso da mano mafiosa”. A parlare al Sir, nella Giornata mondiale per la libertà di stampa, che ricorre oggi, è Paolo Borrometi. Il giornalista siciliano, 35 anni, vive sotto protezione, dopo le minacce e le “condanne a morte” ricevute da alcune famiglie mafiose in seguito alle inchieste pubblicate, che svelano i loro interessi sulle aziende locali e scenari di corruzione e traffico di droga. Dallo scorso dicembre è presidente dell’associazione Articolo 21, che promuove l’articolo della Costituzione da cui prende il nome.
di Filippo Passantino

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Argomenti: Comunicazione
Tag: antimafia Articolo 21 giornalisti informazione legalità libertà di stampa mafia stampa
Fonte: SIR