Usa. Armi e clima: è la «Generazione Z» l’America che dice no
Usa. Armi e clima: è la «Generazione Z» l’America che dice no

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«Siamo ancora qui, e non ce ne andremo finché le nostre voci non saranno ascoltate ». Due mesi e mezzo dopo la strage di Parkland e la nascita di un movimento nazionale di adolescenti che esigono un maggiore controllo delle armi negli Stati Uniti, la persistenza di questi giovanissimi sulla scena nazionale ha dell’incredibile.

Al gruppo originale del liceo in Florida, dove 17 persone sono morte sotto i colpi dell’onnipresente AR 15, si sono uniti altri ragazzi. Come Lane Murdock, una sedicenne del Connecticut che due settimane fa ha lanciato, con un successo insperato, uno sciopero di una giornata di tutte le scuole superiori del Paese per ricordare a politici, ai media e alla lobby delle armi, la Nra, che la mobilitazione è tutt’altro che finita. Lane è comparsa in televisione, con la stessa espressione calma ma appassionata alla quale ci hanno abituati gli studenti di Parkland, spiegando che quando aveva dieci anni un malato di mente crivellò decine di bambini a Sandy Hook, una scuola elementare vicina alla sua, e che da allora tre volte all’anno partecipa in classe a simulazioni da «presenza di attaccante armato». Si è talmente abituata a questa routine, ripete ad Avvenire, che la notizia della strage in Florida all’inizio non la sconvolse. «Lì per lì mi sono detta: ah, un’altra sparatoria – dice –. Poi mi sono resa conto quanto fosse assurdo e ho scritto la petizione per lo sciopero del 20 aprile». Nel giro di una settimana, 2.500 istituti avevano aderito.

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Argomenti: Mappamondo
Tag: #CEInews America armi Donald Trump esteri Usa
Fonte: Avvenire