Caporalato. Lavoratori schiavi Pane, acqua… e dire «sì padrone»
Caporalato. Lavoratori schiavi Pane, acqua… e dire «sì padrone»

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«Trenta euro per nove ore e mangiarìa»: poco denaro, tante ore di lavoro e un panino. Nei campi, per la raccolta delle olive e per la vendemmia o nelle serre dove vengono coltivati ortaggi e primizie. È nel triangolo tra Marsala, Mazara del Vallo e Campobello di Mazara, in provincia di Trapani, che la polizia ha fatto luce sullo sfruttamento di lavoratori africani, reclutati in vario modo, anche direttamente nei centri di accoglienza, ed utilizzati come manodopera per coltivare la terra o raccoglierne i frutti.

di Lilli Genco

 

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Argomenti: Lavoro
Tag: caporalato Marsala Mazara del Vallo migranti sfruttamento Trapani
Fonte: Avvenire