La denuncia. Oim: In Algeria 10mila migranti lasciati nel deserto
La denuncia. Oim: In Algeria 10mila migranti lasciati nel deserto

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Il cadavere di Adijha (nome di fantasia) è riuscito a raggiungere il 19 maggio Agadez, la ‘porta del deserto’ del Niger. Insieme al corpo senza vita c’erano i due figli piccoli, entrambi malati di tubercolosi. Le organizzazioni umanitarie si stanno prendendo cura di loro. Sono però centinaia i ‘rimpatriati’ che hanno attraversato il confine con l’Algeria per ritornare faticosamente sui loro passi. Sebbene non siano stati rilasciati i dettagli di Adija e i suoi bambini, dal 2017 sono ‘almeno 10mila’ i migranti che vengono abbandonati dagli algerini nel deserto a morire. Le autorità usano camion, autobus e a volte li costringono a camminare per lunghi tragitti in mezzo al nulla indicandogli la rotta verso cui dirigersi.

Quelli che sopravvivono tornano così a sud e vengono ospitati nei centri d’accoglienza. Hanno fame e sete, ma non possono comprare nulla. Sono tutti traumatizzati dalle violenze fisiche e psicologiche dei gendarmi alle frontiere o ai vari posti di blocco disseminati nella regione del Sahel, e il cui personale è spesso finanziato e addestrato con i soldi dell’Unione europea (Ue). È in questi luoghi inospitali, lontano dai riflettori della giustizia internazionale, che donne, uomini e bambini in cerca di una vita migliore vengono violentati, arrestati, insultati e derubati.

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Argomenti: Chiesa nel mondo Migranti
Tag: migranti
Fonte: Avvenire