Caserta: libere dalla schiavitù, ora producono capi d’abbigliamento e accessori
Caserta: libere dalla schiavitù, ora producono capi d’abbigliamento e accessori

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Abiti, magliette, borse e cinture realizzati con stoffe a motivi africani dalle giovani migranti ex vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale. Donne che oggi hanno trovato il coraggio di riprendere in mano la propria vita. Questi manufatti creativi legati al viaggio sono già in vendita nel laboratorio della cooperativa “newHope”, una sartoria etnica dove lavorano le ospiti del centro di accoglienza “Casa Rut” di Caserta, gestito dalle suore Orsoline del Sacro Cuore di Maria di Breganze (Vicenza), che da 22 anni operano su questo territorio difficile per sottrarre le ragazze alla strada. Oggi questi prodotti, simbolo dell’empowerment femminile e del riscatto sociale attraverso il lavoro, hanno sfilato nella splendida sala del Centro studi americano di Roma, indossati dalle ragazze africane e dalle studentesse del liceo artistico San Lucio di Caserta, che insieme hanno frequentato due workshop formativi condotti da esperti del settore della moda e delle cooperative sociali. Un modo per promuovere anche lo scambio e l’integrazione sociale. Il progetto “Journey with new hope” è stato realizzato dall’associazione “BeAwareNow”, con il finanziamento dell’Ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia, in collaborazione con il centro di accoglienza “Casa Rut”.

di Patrizia Caiffa

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Argomenti: Storie
Tag: Casa Rut Caserta donne Journey with new hope Orsoline schiavitù sfruttamento tratta
Fonte: SIR