India. Suore di Madre Teresa sotto attacco: gonfiato il caso adozioni
India. Suore di Madre Teresa sotto attacco: gonfiato il caso adozioni

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Un attacco concentrico e pesante. È con grande sofferenza che la Chiesa ufficiale indiana, e i rappresentanti delle associazioni laiche, seguono gli sviluppi dell’inchiesta su un presunto caso di compravendita di bambini avvenuto nella casa delle Missionarie della Carità di Ranchi, città del versante orientale dello Stato di Jharkhand. A chiedere l’indagine, attraverso formale denuncia, è stato il Bharatiya Janata (Bjp), gruppo politico conservatore con il maggior numero di rappresentanti nel Parlamento nazionale. John Dayal, attivista cattolico, non ha dubbi: «Il governo indiano, incitato dal nazionalismo religioso indù, ha deciso di dare una lezione alla comunità cristiana. È ormai ovvio – sottolinea in una dichiarazione rilasciata a nome dell’Unione cattolica “All India” – che il governo federale ordini un’inchiesta per ogni singola casa gestita dalle Missionarie della Carità che si prendono cura di bambini abbandonati, ragazze madri, donne senza fissa dimora, malati e moribondi».
Dayal punta il dito contro l’ordine di ispezione di tutte le Case della Carità del Paese emesso il 17 luglio da Maneka Gandhi, ministro federale per le donne e bambini, e osserva come «media obbedienti, funzionari terrorizzati e incaricati del governo di Jharkhand hanno sollevato una mostruosa bufera mediatica sul presunto caso di un’infermiera che ha accetto denaro illecito per un’adozione». «Nel frattempo – ribadisce Dayal – i sostenitori nazional-religiosi del governo e i gruppi indù non perdono occasione per accusare le Missionarie della Carità, e attraverso loro tutta la Chiesa d’India, di conversioni forzate al cristianesimo, di massicci traffici di bambini e di altri crimini». Interpellato da Avvenire appena dopo la visita del 12 luglio alla casa di accoglienza di Ranchi, il vescovo Theodor Mascarenhas, segretario generale della Conferenza episcopale indiana dal 2016, ammette che «in quel centro c’è stato un errore che non si sarebbe mai dovuto verificare, e la congregazione deve riconoscerlo». Ma, avverte, il caso viene adesso utilizzato per «demonizzare la Chiesa». L’indagine riguarda una donna dello staff, Anima Indwar, arrestata il 4 luglio insieme a suor Consilia in seguito a una denuncia di Rupa Verma, rappresentante governativa nella Commissione per il welfare dei bambini, che le ha accusate di aver venduto un neonato a una coppia.

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Argomenti: Mappamondo
Tag: India Suore Missionarie della Carità
Fonte: Avvenire