Frontiere. Migranti, perché chiudere il Brennero non conviene
Frontiere. Migranti, perché chiudere il Brennero non conviene

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Reintrodurre controlli sistematici al Brennero «sarebbe indubbiamente una catastrofe». Non usa mezzi termini Norbert Hofer, ministro dei Trasporti austriaco ed esponente di spicco della destra liberal-nazionale (Fpö) alleata del cancelliere popolare Sebastian Kurz. I costi sarebbero pesanti, circa 100 euro in più a camion e a viaggio, sottolinea incontrando un gruppo di corrispondenti (tra cui anche l’inviato di Avvenire) giunti da Bruxelles per l’avvio della presidenza austriaca dell’Ue. È il più chiaro segnale che, nonostante le minacce lanciate da Kurz di reagire alla frontiera italiana se davvero la Germania attuerà il piano voluto dal ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer, l’Austria non è affatto entusiasta di dover considerare misure drastiche in quello che è uno dei confini più trafficati e simbolici d’Europa.

Per Vienna resta inaccettabile l’idea tedesca di rispedire in Austria i richiedenti asilo che abbiano presentato domande in altri Paesi Ue che non abbiano accordi bilaterali con Berlino (gli altri finiranno in «campi di transito» in Germania, ma al confine austriaco per esser da lì trasferiti). «Al momento – ragiona ancora Hofer – non è chiaro se i socialdemocratici (al governo con la cancelliera Angela Merkel e piuttosto irritati, ndr) siano d’accordo. Ma al momento in cui vi sarà una frontiera chiusa, saremo costretti anche noi a reagire. Altrimenti diventeremo un grande campo profughi».

(Giovanni Maria Del Re)

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Argomenti: Mappamondo Migranti
Tag: #CEInews Brennero migranti
Fonte: Avvenire