I racconti dei salvati della Diciotti. I profughi eritrei: venduti, abusati e torturati
I racconti dei salvati della Diciotti. I profughi eritrei: venduti, abusati e torturati

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Non sono donne, sono ragazzine, hanno da 19 a 24 anni. Non sono uomini, sono ragazzi. Hanno volti scavati. Pelle ancora troppo lucida e graffiata da sale e sole. Colpiscono i loro polsi, su tutto: esili, troppo. Nell’ultimo anno mangiavano ogni due giorni un piatto di ‘pasta’ – a volerla definire così – da dividere in otto e bevevano un quarto di litro d’acqua a testa. Un ragazzo ha i documenti e una foto insieme alla moglie, è grosso e piazzato, adesso invece a soffiargli addosso lo faresti cadere.

Merce per trafficanti. Le loro famiglie, in Eritrea, hanno pagato 9.800 euro per farli scappare. Il viaggio, per molti di loro, è durato un anno e mezzo, sono stati venduti anche sei volte da bande ad altre bande. Molti hanno i corpi segnati. Sono i cento sbarcati sabato a tarda sera dalla ‘Diciotti‘ e adesso accolti al ‘Mondo migliore’, centro a Rocca di Papa (ben lontano dal paese) gestito dalla cooperativa Auxilium. Novantadue ragazzi e otto ragazze. Quando sono arrivati, l’altra notte, l’emozione è stata forte e non soltanto per loro. Hanno sorriso e non lo facevano da chissà quanto tempo. A qualcuno le lacrime sono scese sul sorriso.

Una tonsillite. Li hanno visitati tutti, c’è voluto da mezzanotte alle nove e mezza di ieri mattina, la malattia più… grave trovata è una tonsillite con qualche placca. Nessuno ha malattie infettive, né croniche. A proposito, neppure alcuna scabbia. Piuttosto, tante pelli seccate dall’acqua salina e dal vento. E tutti molto provati, denutriti. Anemici. Un ragazzo è tornato ieri sera in infermeria, aveva tenuto nascosto un problema al ginocchio che ha da giorni, poi il dolore è cresciuto troppo e ha chiesto di nuovo del medico. Dovrebbe avere liquido nell’articolazione, forse deve aver sbattuto. O forse altro. Molti, fra loro, raccontano di torture.
(di Pino Ciociola)

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Argomenti: Migranti
Tag: accoglienza Eritrea migranti nave Diciotti profughi
Fonte: Avvenire