Dalla chiesa della Santissima Trinità in Scurcola Marsicana per la regia di Gianni Epifani e il commento di Orazio Coclite
Dalla chiesa della Santissima Trinità in Scurcola Marsicana per la regia di Gianni Epifani e il commento di Orazio Coclite

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In diretta dalla chiesa della Santissima Trinità in Scurcola Marsicana. La cittadina, a due passi da Avezzano, ai piedi del monte San Nicola, fu Excubiae e il nome delle origini, delinea la caratteristica morfologica del paese, a Sentinella, appunto, con il suo bastione, sulla vallata del fucino.

Il fortilizio Orsini è un edificio rinascimentale, dalla particolare forma triangolare e descrive come, i popoli che si sono avvicendati nella storia del territorio abbiano riconosciuto l’ubicazione strategica di Scurcola sui piani Palentini. Al fianco della Rocca, al posto di una torre fortificata, la Chiesa di Santa Maria Vittoria costruita nel 1525 dopo la distruzione di un’omonima abbazia. Una meravigliosa scalinata precede lateralmente l’edificio neoclassico e con il portale gotico ogivale mostra i segni del più antico luogo di culto. L’elegante interno ottocentesco ad unica navata, invece, esalta l’originaria statua della Madonna della Vittoria, dono di Carlo D’Angiò alla comunità marsicana in memoria della vittoria su Corradino di Svevia del 23 agosto del 1268. Sono trascorsi 750 anni dalla battaglia “E là da Tagliacozzo” – scrive Dante nella Divina Commedia – eppure gli scurcolani continuano a rievocare lo scontro tra il re di Francia e il re di Gerusalemme come pagina della storia che ha cambiato sicuramente le sorti dell’intera Europa.

Passeggiando per il centro storico, attraversando le caratteristiche stradine medievali del cuore urbano, è possibile ritrovarsi in una atmosfera di altri tempi, riconoscere tra le strutture che caratterizzano i vicoli del paese il palazzo del XIII secolo intitolato al principe sconfitto e scovare meraviglie d’arte come la chiesa di Sant’Antonio, segno del passare del tempo e delle culture. La semplice facciata sormontata da un timpano triangolare, (anch’esso della vecchia abbazia), non lascerebbe mai immaginare il sontuoso interno barocco, voltato a botte e decorato finemente di stucchi e dorature. L’edificio rinascimentale, ad unica navata fu donato ai minori francescani nel 1506 per realizzare un convento e organizzare la presenza dei frati nei campi palentini.

Il decoro barocco raggiunge l’apice in piazza Mercato, nella chiesa che oggi ospita la celebrazione. La Santissima Trinità, anticipata da una “meravigliosa” scalinata a doppia rampa, si presenta con una facciata imponente tardorinascimentale arricchita da un caratteristico arco trionfale. Fu eretta a collegiata di Scurcola, da monsignor Colli, vescovo dei Marsi, nel 1585.

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Argomenti: Televisione