Migranti. Ventotene, il sogno infranto dell’isola che voleva gli stranieri
Migranti. Ventotene, il sogno infranto dell’isola che voleva gli stranieri

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I bambini di Ventotene, in provincia di Latina, non andranno a scuola: in questa piccola isola dell’arcipelago pontino, 700 residenti ma solo 200 d’inverno, si festeggia la patrona Santa Candida e c’è da svegliarsi presto, per i primi fuochi d’artificio alle sei, per correre dal maestro della banda di cui i piccoli fanno parte e compiere il giro dell’isola a suon di musica alle sette, per accogliere l’arcivescovo di Gaeta Luigi Vari che poi celebrerà Messa nella bella chiesa parrocchiale.

Ma anche dopodomani, per alcuni di questi piccoli ventotenesi la scuola di via degli Olivi resterà chiusa: si tratta dei ragazzi della media, costretti – con le loro famiglie – a risalire sull’aliscafo per frequentare le lezioni a Formia, un’ora di mare e un anno scolastico lontano dall’isola. La scuola media di Ventotene, infatti, quest’anno non ha riaperto perché senza iscritti e a nulla sono valsi gli appelli del sindaco Gerardo Santomauro, più volte ripresi anche da Avvenire, per salvare una delle poche “risorse” sociali dell’isola. L’idea del primo cittadino era semplice e fattibile: ospitare alcune famiglie di migranti con figli in età scolare. Due nuclei per l’esattezza, provenienti dalla Siria martoriata dalla guerra, con tre ragazzi da iscrivere alle scuole medie.

Non c’è stato niente da fare. «A conti fatti – racconta amareggiato il sindaco – erano solo nove persone in una comunità che di inverno è appena di 200 abitanti, ma non ci siamo riusciti. Questa è una comunità piccola e le decisioni si prendono tutti insieme. Dispiace non aver superato i timori di pochi. Crediamo che una scuola che chiude è una sconfitta non solo per Ventotene, ma per tutta l’Italia. Una scuola che chiude non riapre. Non ci si può ricordare di noi solo quando cambiano le stagioni, soprattutto quelle politiche. C’è bisogno di coraggio da parte nostra, ma anche dalle autorità che devono intervenire subito con i finanziamenti promessi, senza burocrazia e cavilli che quando saranno risolti lasceranno solo uno scoglio vuoto nel mare» conclude il sindaco, anche con un riferimento non troppo velato alla mancata concessione dei fondi Sprar.

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Argomenti: Migranti
Tag: migranti scuola
Fonte: Avvenire