Il Rapporto Giovani del Toniolo. Le nuove generazioni miniera d’oro del Sud
Il Rapporto Giovani del Toniolo. Le nuove generazioni miniera d’oro del Sud

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Per sottrarsi a ogni facile retorica e strumentalizzazione, sia politica che culturale e religiosa, su di un tema così delicato e strategico quale quello dei ‘giovani del Sud’ un possibile efficace approccio può essere offerto dalle scienze sociali. Sul tema in particolare, il Rapporto giovani 2017 dell’Istituto Toniolo ha offerto un’analisi molto accurata, inserendola a buona ragione nel contesto di analisi del sistema-Paese Italia. Chi sono i giovani del Sud? Dal Rapporto emerge la fisionomia complessa di giovani la cui soddisfazione generale nei confronti della vita è inferiore a quella del Centro-Nord (36,8% di insoddisfatti rispetto al 26% del Centro-Nord), così come la soddisfazione nei confronti del lavoro (33,3% di risposte negative contro il 20% del resto della penisola). Ma sono giovani dinamici, versatili, pronti a spendersi e a non lasciarsi scappare nuove opportunità di lavoro anche se richiedono uno spostamento dal luogo di origine: solo il 61,8% dei giovani meridionali considera infatti importante la distanza da casa nell’accettare una proposta contro l’80,5% dei coetanei del Nord e il 74,8% di quelli del Centro. Sono giovani aperti alle nuove tecnologie e che rispetto ai giovani del Centro e del Nord ripongono una maggiore fiducia nei social media (39,1% di risposte positive contro il 34,4% del Nord e il 33,4% del Centro).

In prima battuta è di certo un’immagine positiva, se vista nei termini della tipica resilienza dei territori meridionali: si tratta della peculiare capacità di potersi ri-pensare e riadattare in termini qualitativi attraverso competenze e potenzialità non solo tecniche ma anche di tipo organizzativo, emotivorelazionale (il Rapporto giovani 2018 offre utili indicazioni). Gli stessi dati mettono però in luce alcune significative criticità: se i giovani del Sud sono meno soddisfatti di quelli del Nord, la prima considerazione da fare è sulla qualità della vita nel Meridione in termini di offerta e di risorse da un punto di vista politico, culturale, formativo oltre che socio-ambientale e – perché no – di tipo ecologico. Se i giovani del Sud sono insoddisfatti del lavoro è perché al Sud i dati sulla disoccupazione restano allarmanti tanto da essere, appunto, disposti a spostarsi in qualsiasi parte d’Italia o all’estero pur di lavorare. Secondo i dati Istat pubblicati a luglio 2018, «a giugno 2018, dopo tre mesi di crescita, la stima degli occupati registra un calo», e secondo i dati anticipati da Svimez nel rapporto 2018 negli ultimi 16 anni hanno lasciato il Mezzogiorno 1 milione e 883mila residenti, la metà giovani tra i 15 e i 34 anni (un vero e proprio esodo).

L’ulteriore riflessione è quella che si sofferma sul Sud, sulla crisi sistemica, infrastrutturale e culturale di un territorio spesso governato dalla corruzione e da una criminalità che, a ogni livello, si sostituisce allo Stato, in cui anche le politiche virtuose e coraggiose di investimento e di contrasto a fenomeni malavitosi sembrano essere insufficienti. Un territorio dove l’emergenza lavoro è quella vitale: senza lavoro non c’è dignità, e potremmo dire non c’è e non si realizza l’umanità , soprattutto quando c’è una domanda che non cerca capacità e competenze ma sempre più spesso manodopera a buon mercato. Il fenomeno del lavoro nero è una vera piaga, che qualsivoglia politica sul lavoro non ha mai in realtà contrastato fino in fondo. Il fenomeno dei Neet, giovani tra i 15 e i 29 anni che non sono né occupati e né inseriti in un percorso di formazione e istruzione, è particolarmente allarmante e nelle regioni del Meridione d’Italia raggiunge picchi davvero significativi. Al Sud il cortocircuito tra domanda e offerta di lavoro si manifesta già nella scuola, uno degli elementi essenziali, delicati e più determinanti nella crescita umana: abbandonare gli studi precocemente significa non aver fiducia nel valore della formazione culturale e non essere inseriti debitamente nel mercato del lavoro.

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Argomenti: Giovani
Tag: Istituto Giuseppe Toniolo
Fonte: Avvenire