Francesco nei Paesi baltici: cresce l’attesa. Tutto pronto per l’arrivo del Papa
Francesco nei Paesi baltici: cresce l’attesa. Tutto pronto per l’arrivo del Papa

Condividi:

Accomunati in tanta parte della storia moderna, nell’esperienza pesante dell’oppressione e nel cammino di liberazione, i tre Paesi baltici che Papa Francesco visiterà tra il 22 e il 25 settembre sono in realtà diversi sotto tanti punti di vista, primo fra tutti rispetto alla presenza della Chiesa cattolica. Somiglianze e specificità che segnano anche il programma del viaggio papale che comincerà dalla Lituania, dove vivono 2,8 milioni di cattolici, l’80% della popolazione. “Gesù Cristo è la nostra speranza”  è il motto dei due giorni di incontri con i responsabili politici, la gente, i giovani, i vescovi, sacerdoti e religiosi. Il Papa si fermerà nei luoghi spirituali che nutrono la fede del Paese e tornerà sui luoghi della memoria e della sofferenza ancora viva in tanti lituani. A Riga, in Lettonia, il Papa sarà un giorno solo, il 24 settembre, con un programma molto intenso: incontri con le autorità politiche, i luoghi della memoria, la messa ad Aglona, santuario mariano simbolo spirituale della visita e riferimento per i cattolici lettoni che sono il 20% della popolazione, ma dove ricca e feconda è la tradizione ecumenica. Per questo il Papa parteciperà a un incontro con le altre Chiese nella cattedrale luterana di Riga. Il viaggio del Papa si concluderà in Estonia, il 25 settembre: “Svegliati mio cuore!” il motto scelto per segnare l’incontro con gli oltre 6mila cattolici (0,4% della popolazione), che abitano un Paese che in larga parte si dichiara non credente. Anche qui, oltre alle autorità e i poveri della città, il Papa incontrerà i giovani cattolici e quelli delle altre Chiese. Il Sir, alla viglia dell’arrivo del Papa nei Paesi baltici, ha raccolto le testimonianze dell’arcivescovo di Vilnius, mons. Gintaras Grusas, di Riga, mons. Zbigņevs Stankevičs e dell’amministratore apostolico di Tallin, mons. Philippe Jourdan.

“C’è tanta attesa, come quando si aspetta un ospite importante, un membro di famiglia che non si è visto da tanto tempo” dice mons. Gintaras Grusas, mentre dalla finestra del suo ufficio guarda le operazioni di preparazione del grande palco davanti alla cattedrale, dove il Papa incontrerà i giovani: “Saremo pronti. Sono abbastanza tranquillo”. “L’attesa è anche legata al ricordo del fatto che 25 anni fa Giovanni Paolo II è stato qui e ha lasciato un segno nel cuore dei lituani, all’inizio del percorso che stavano facendo nella libertà”. Nel 1993 mons. Grusas era stato appena ordinato diacono e il suo primo incarico era stato di coordinare proprio l’organizzazione della visita. “Certo è cambiato tanto dal punto di vista tecnico: internet era scarso e i telefonini erano come mattoni; ma anche le condizioni del Paese erano diverse: la società stava facendo i primi passi nella libertà e nell’indipendenza dopo il comunismo e non c’era esperienza né nella Chiesa né in ambito pubblico nell’organizzazione di un evento così grande”. Ricorda che persino le forze di sicurezza all’epoca avevano dovuto fare un corso di preparazione con agenti lituani all’estero per imparare come proteggere il Papa. “Adesso il nostro Paese ha tanta esperienza, non solo con le visite dei vip: in questi 25 anni siamo entrati nella Nato, nell’Ue, abbiamo avuto la presidenza dell’Ue, del consiglio di sicurezza dell’Onu e le nostre infrastrutture sono cambiate, per cui internet è uno dei più veloci in Europa”, racconta.

Continua a leggere

Argomenti: Chiesa nel mondo
Tag: Estonia Lettonia Papa Francesco
Fonte: SIR