Carlo Acutis e l’autostrada per il Cielo. Parla la mamma: “Voleva che le persone capissero l’importanza dell’Eucaristia”
Carlo Acutis e l’autostrada per il Cielo. Parla la mamma: “Voleva che le persone capissero l’importanza dell’Eucaristia”

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“Il fine non deve essere Carlo, ma Gesù. Se il suo esempio può essere un aiuto per arrivare a Gesù, ben venga. Che però Carlo non diventi il fine. A volte c’è un po’ di squilibrio, e io cerco sempre di rimettere le cose al loro posto”. A parlare è Antonia Salzano, la mamma di Carlo Acutis dichiarato venerabile da Papa Francesco pochi mesi fa. Alla vita di Carlo, e alla sua speciale devozione per l’Eucarestia, è dedicato anche il documentario “Segni” sui miracoli eucaristici presentato in anteprima internazionale in Filmoteca Vaticana.

Come avete accolto la decisione di Papa Francesco di rendere venerabile Carlo?
È stata una bella sorpresa. Non ci aspettavamo questa decisione in tempi così rapidi. Siamo stati contenti per tutti i fedeli di Carlo nel mondo, che ci scrivono continuamente. Riceviamo email da ogni angolo del pianeta. La decisione del Papa è stata motivo di consolazione per tutti coloro che, giovani o educatori, si rifanno a Carlo come modello per evangelizzare.

Che tipo di lettere ricevete?
Molte richieste di preghiera, attestazioni di grazia e di possibili miracoli che la Chiesa dovrà esaminare. Domande di materiale per catechisti, collegi, scuole, parrocchie. Sono in tanti coloro che vogliono raccontare Carlo.

Ci sono già state evidenze di miracoli?
Noi riceviamo attestazioni di persone che hanno ricevuto grazie, con documentazioni mediche. Poi sarà la Chiesa a valutare e stabilire se ce n’è uno che possa essere adatto alla beatificazione.

È difficile essere la mamma di Carlo?
Se non mi santifico anch’io, un domani mio figlio dovrà venirmi a trovare in Purgatorio! È indubbiamente una responsabilità, ma mi fa tanto piacere vedere quanto bene sta facendo Carlo. Vedo l’aiuto concreto che sta portando a tante persone.

La mostra sui Miracoli eucaristici è stata ospitata in tutti e cinque i continenti. Riceviamo testimonianze di persone che si sono convertite o riavvicinate alla fede dopo tanti anni in Asia, in Africa, in Australia, negli Stati Uniti, in America Latina, in Europa. È qualcosa di straordinario. Vedo i frutti di quello che ha fatto, pur avendo vissuto soltanto 15 anni. Ha lasciato tanto di sé.

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Argomenti: Giovani
Tag: storie
Fonte: SIR