Anniversario Andreotti. Card. Gualtiero Bassetti:“Guarire l’Italia, guarire l’Europa”

Condividi:

“Guarire l’Italia, guarire l’Europa”. Si è concluso con questo appello, sotto forma di compito per i cattolici impegnati in politica, l’intervento del card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, alla presentazione del volume “I miei santi in Paradiso”, al Senato. “Questo libro non è solo un libro su Andreotti ma ci fornisce la caratura spirituale e culturale di una generazione di cattolici”, ha sintetizzato il cardinale: “Una caratura spirituale e culturale che si riverbera, è quasi ovvio sottolinearlo, sulla caratura politica di quella generazione che si è assunta una responsabilità storica: aver ricostruito l’Italia dopo le macerie della guerra e aver dato una dignità internazionale ad un Paese sconfitto e distrutto”. “Lasciatemi dire grazie a quella generazione di cattolici che, con grande lungimiranza, si sono battuti per collocare l’Italia nella parte giusta”, l’omaggio del presidente della Cei: “In un’Europa libera, democratica e di pace. Assegnandole all’inizio quei valori di carità e solidarietà che provengono dalle radici cristiane del continente europeo”. Il porporato ha concluso auspicando che “questa missione di pace e solidarietà sia ancora il cammino del futuro” e citando le parole di una lettera che La Pira scrisse ad Andreotti nel 1972: dopo aver evocato la “Madonna” come “guaritrice delle nazioni” e aver indicato il “problema aggravato del Mediterraneo”, La Pira scrive che occorre “guarire l’Italia e cooperare in modo essenziale alla guarigione dell’Europa – tutta – e del mondo”.

Il collante del XX secolo è stato il cattolicesimo democratico: “Un cattolicesimo democratico che trae la sua ispirazione dalla fede e dal rapporto che alcuni uomini e donne hanno avuto con il cristianesimo”. A metterlo in evidenza è stato il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, presentando questa sera al Senato il libro “I miei santi in Paradiso”, scritto da mons. Leonardo Sapienza e dal giornalista Roberto Rotondo in occasione del centenario della nascita di Andreotti. “Un rapporto intenso, fermissimo, fecondo”, ha commentato il cardinale: “Così fecondo da attraversare quasi tutto il secolo: dall’appello ai liberi e forti di don Luigi Sturzo del 1919 fino alla morte recente di quegli uomini come Andreotti che a quell’appello, in qualche modo, si sono sempre rifatti. Uomini diversi, con inclinazioni e attitudini differenti, ma che avevano una storia politica in comune la cui paternità risaliva anche a quell’appello di don Luigi Sturzo di cui proprio in questi giorni celebriamo il centenario”. Nel volume edito dalla Lev, ha fatto notare Bassetti, “c’è una lunga carrellata di uomini – e anche di una donna – che sono stati protagonisti indiscussi del secolo scorso: da Giorgio La Pira a don Primo Mazzolari, da don Carlo Gnocchi a don Zeno Saltini, da Papa Pio XII a Paolo VI, da San Giovanni Paolo II fino a Santa Teresa di Calcutta e San Pio da Pietralcina. E ancora don Giuseppe Canovai, San Escrivà de Balaguer e il Beato Alvaro del Portillo”. “Una complessa ragnatela di esperienze, storie e rapporti umani – l’ha definita il porporato – che Andreotti ha tessuto già dalla fine degli anni Trenta, nel corso di un’epoca difficile per la nostra civiltà, caratterizzata da una gravissima crisi economica e dallo sviluppo di alcuni regimi dittatoriali che si sono affermati – è bene ricordarlo – con la sopraffazione ma anche con gli applausi delle folle”. “In quell’epoca così violenta e carica di falsi profeti che hanno perfino strumentalizzato la religione, crescevano invece grandi personalità, grandi uomini di Dio, tenaci nel servizio e ardenti nella missione, che avrebbero dato vita, come ho già avuto occasione di dire in passato, ad una stagione alta e nobile del cattolicesimo politico italiano e avrebbero contribuito a formare una civiltà basata sull’umanesimo cristiano”, ha proseguito Bassetti: “Una civiltà basata sulla dignità incalpestabile della persona umana che rinunciava, in nome del Vangelo, ad ogni volontà di oppressione del povero e ad ogni rigurgito razzista”.

Giovanni XXIII il “grande seminatore”, san Giovanni Paolo II il mistico “forte ed onnipresente”. Per il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, sono “stupende e ricche di suggestioni le parole che Andreotti dedica ai pontefici”, riportate nel libro “I miei santi in Paradiso”, presentato questa sera al Senato. “Forse era nei disegni della Provvidenza che un Papa venuto dalla Chiesa del silenzio potesse, in un Pontificato di insolita durata, parlare – forte e onnipresente – a un mondo per tanti aspetti distratto e spesso succube degli idoli di una modernità piatta e senza regole”, ha detto Bassetti a proposito di Giovanni Paolo II: “L’essere venuto dalla ‘Chiesa del Silenzio’ durante la contrapposizione della Guerra Fredda, attribuiva a Giovanni Paolo II anche una caratura politica, però totalmente connaturata dalla primaria testimonianza di fede che tutto illuminava e tutto orientava. E soprattutto una dimensione politica a 360 gradi che non lasciava spazio a interpretazioni di parte: Giovanni Paolo II è stato indubbiamente il fermissimo oppositore delle dittature comuniste ma è stato anche il feroce critico della modernità individualista, consumista e relativista. La piena testimonianza evangelica che papa Wojtyla ha dato con la sua azione pastorale è ancora oggi un monito per il mondo intero”.
A questo riguardo, Bassetti ha citato alcune parole di Andreotti riferite a Giovanni Paolo II quando alcune critiche si riversavano sul Papa polacco: “Appartengo a una vecchia scuola di cattolici – afferma Andreotti – che insegna che si deve voler bene al Papa e non a un Papa”. “Riecheggiano in queste parole – il commento del presidente della Cei – le più antiche affermazioni di don Bosco quando diceva ‘Non gridate viva Pio IX ma viva il Papa!’ e si ode la profondità di una sapienza antica: quella sapienza che ci permette di amare sempre Pietro in qualunque periodo storico e con qualunque nome esso si presenti. Se queste parole erano vere ieri, sono ancor più valide oggi, quando la babele delle lingue sul web assume, a volte, i tratti inquietanti della mistificazione e della contrapposizione tra gli ultimi pontefici”.

Continua a leggere

Argomenti: Politica/Interni
Tag: Giulio Andreotti Gualtiero Bassetti
Fonte: SIR