Gmg. I ragazzi italiani a Chitré, l’accoglienza calorosa degli amici panamensi
Gmg. I ragazzi italiani a Chitré, l’accoglienza calorosa degli amici panamensi

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Italia due, Panama zero: la reputazione del calcio italiano si salva grazie ai giovani marchigiani che si fanno valere sul campo di Las Tablas, la località dove si trovano ospiti in questi giorni per i “Giorni nelle diocesi” prima del grande evento della Gmg nella capitale. Sugli spalti a fare il tifo per i nostri ragazzi c’è anche l’arcivescovo di Ancona-Osimo, Angelo Spina, che parla di un’accoglienza calorosa ricevuta dai giovani nelle case dei panamensi.

Confermano i due giovani di Ascoli, Gioele e Fabio – uno studente universitario di conservazione dei beni culturali, l’altro lavora a Radio Ascoli – che, poche file più sotto, incitano i loro compagni con un piccolo megafono. Entrambi hanno già esperienze di Gmg alle spalle, entrambi vivono con lo stesso entusiasmo l’esperienza panamense, partita con questa tappa nella diocesi di Chitré. A Las Tablas la parrocchia di Santa Librada è una delle 23 della diocesi, che si estende sulle due province di Herrera e di Los Santos e che conta poco più di 200mila abitanti. La partita è solo una delle attività proposte in questi giorni ai 173 gruppi accolti in questa parte di Panama e, come tutte le altre, è l’occasione per conoscersi, stare insieme, coltivare nuove amicizie ed entrare nel cuore del Paese che ospita la Gmg.

Delicia, una studentessa venticinquenne di Las Tablas che fa parte della commissione organizzatrice di questi giorni nella diocesi di Chitré, ci accompagna in una delle abitazioni che hanno aperto le porte ai pellegrini italiani. Ci accoglie una sua compagna di corso, Tatiana, che vive con i due fratelli e la mamma. Timidamente risponde alle nostre domande. «Offrire ospitalità ai giovani pellegrini – dice – è un modo speciale per partecipare alla Gmg. Avere qui le due ragazze italiane è molto bello e siamo rimasti colpiti dalla loro delicatezza e dal loro modo di fare così rispettoso».

Don Luis Eduardo Gomez, prete colombiano, docente di etica a Medellìn, che viene spesso nella diocesi panamense a dare una mano, ci accompagna in auto fino al centro di Chitré, a una trentina di chilometri da Las Tablas, dove nella sede dell’organizzazione ci accoglie suor Ester Rodriguez. La religiosa, vulcanica e indaffaratissima, ci racconta dell’incredibile rete messa in piedi per organizzare tutto e permettere l’accoglienza di migliaia di giovani provenienti, oltre che dall’Italia, anche dalla Polonia (in questa Gmg i polacchi sono i più numerosi tra i gruppi europei), dalla Francia, dal Myanmar, dal Giappone, dalla Corea, dall’Australia, dalla Nuova Zelanda, dalle Filippine e da diversi altri Paesi.

«La nostra priorità – nota – è stata quella di rendere concreto il motto “la mia casa è la tua casa”. D’altra parte la cultura dell’accoglienza e dell’incontro fa parte della nostra identità, delle nostre radici. Anche se la globalizzazione avanza e se ne sentono gli effetti pure qui, la famiglia per noi rimane centrale. Una delle attività proposte ai pellegrini, ad esempio, è la costruzione di un’abitazione tradizionale, che solitamente viene fatta con materiali semplici e radunando tutta la comunità in quella che si chiama junta de barra. Si lavora insieme, si mangia insieme, si condivide».

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Argomenti: Giovani
Tag: giovani Panama2019
Fonte: Avvenire