Gmg 2019. Don Falabretti: a Panama la freschezza e l’entusiasmo di cui abbiamo bisogno
Gmg 2019. Don Falabretti: a Panama la freschezza e l’entusiasmo di cui abbiamo bisogno
di Michele Falabretti

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La prima puntata di “Qui Casa Italia”, il diario della Gmg da Panama a cura di don Michele Falabretti, Responsabile del Servizio Nazionale per la pastorale giovanile Cei

Hanno iniziato ieri sera, stanno continuando in queste ore. Ma con il fuso orario non ci intendiamo: sei ore di differenza. Insomma: sono momenti in cui i giovani italiani “sbarcano” nella città di Panamà, capitale dello stato panamense. Il clima è caldo: quello meteo, ovviamente, ma anche quello della gente che arriva e che accoglie. La parrocchia di Santa Maria di Guadalupe ha preparato un’accoglienza straordinaria: tutti i giovani sono accolti nelle famiglie e questo vuol dire che non dormiranno in situazioni posticce o di emergenza e soprattutto le case che li accolgono sono fatte di famiglie giovani piene di un grande spirito di ospitalità.

I panamensi sono un popolo mite e sereno: sorridono sempre.

Sembra sempre che sappiano di essere non all’altezza delle situazioni (effettivamente un incontro internazionale di questa portata è per loro un azzardo più che una sfida), ma non per questo si arrendono. Anzi, si mettono di impegno e provano a superare qualunque ostacolo. Sempre con il sorriso sulle labbra. Li guardo e un po’ li invidio: non avremmo bisogno anche noi, in Italia, di ritrovare in ogni luogo e qualunque cosa facciamo, un po’ di serenità nell’affrontare il nostro lavoro, i nostri impegni, le nostre relazioni?
Ieri mattina abbiamo partecipato alla Messa domenicale.

Forse qualche cosa avrebbe fatto rizzare i capelli ai nostri liturgisti, ma c’è davvero da restare ammirati: chiesa strapiena, famiglie giovani con bambini e ragazzi, l’intensità e la forza dei canti. Si passa in un secondo da un clima di vivace allegria (per il canto) a un silenzio impressionante che permette la preghiera. Un sogno.

Pensavo che loro ci guardano con ammirazione, perché veniamo da ciò che considerano l’origine e il cuore della fede: il Mediterraneo (su cui affaccia la Terra Santa), Roma (la tomba di Pietro e la Sede del Papa). Ma anche noi finiamo per ammirare loro: per quella freschezza, quell’entusiasmo, quella disponibilità nell’accogliere la fede, nel cercare di sentirsi coinvolti e di manifestarla. Sì, anche noi abbiamo bisogno di loro!

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Argomenti: Cei
Tag: giovani Gmg2019 Michele Falabretti Panama2019
Fonte: SIR