Panama2019. «Così ho regalato la Croce al presidente»: storie e volti da Gmg
Panama2019. «Così ho regalato la Croce al presidente»: storie e volti da Gmg

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Jacopo, Simone e Alessandro: comici per andare alla Gmg

Le storie di quanti partecipano alla Giornata mondiale della gioventù non finiscono mai di stupire. Succede anche a Panama, tanto per non smentire una tradizione lunga oltre 30 anni. Jacopo Cassenti, 19 anni, è alla sua prima Giornata mondiale della gioventù. Frequenta il primo anno della facoltà di Matematica a Pavia. Lui è della diocesi di Tortona. Ha tre fratelli, ma mai nessuno ha partecipato a questi eventi con il Papa. “Sono stati i miei amici Simone e Alessandro a convincermi – confida Jacopo -. Appena
tornati da Cracovia mi dissero che era un’esperienza unica, un’altra realtà, un’altra dimensione. Giovani da ogni parte del mondo che si trovavano assieme per lo stesso motivo. Il loro entusiasmo è stato contagioso”.

C’erano poi i costi, non bassi, da abbattere, per poter partecipare. “La diocesi ci ha sostenuto – continua Jacopo -. Infatti siamo qui in nove. I miei mi hanno incoraggiato, ricordandomi che quando torno incombono gli esami universitari. Poi, sempre con Simone e Alessandro abbiamo organizzato uno spettacolo comico che abbiamo messo in scena nel teatro parrocchiale, a Stradella, in provincia di Pavia. E’ stato un successo. In questo modo siamo riusciti a recuperare 500 euro per ogni
partecipante”.

Stanco, ma felice, Jacopo non è indifferente all’accoglienza che qui riserva la gente, anche per strada. “Tutti ti salutano – conclude – e le persone che si incontrano danno il senso a queste giornate molto piene”.

Parroco da una settimana, va lo stesso a Panama

Don Giuseppe Loizzo, 31enne, è prete da cinque anni. Da poco più di una settimana è parroco a Gravina, in provincia di Bari, diocesi di Altamura. “Mi aspettano al rientro con l’entusiasmo che questi eventi sanno trasmettere. In realtà avevo prenotato la Gmg molto prima rispetto alla nuova nomina. E poi sono qua con il vescovo. I miei nuovi parrocchiani mi seguono con le loro
preghiere”.

In Centro America in ricordo di Domenico e nel nome di Maria

Della stessa diocesi è anche Vitalba Falcicchio, 25 anni, insegnante alla scuola primaria. “Siamo stati, Domenico e io, – racconta – alla Gmg di Cracovia. Non potevamo non andare, visto che siamo consacrati alla Divina Misericordia, come altri 150 nella nostra parrocchia di san Giovanni Bosco, ad Altamura. Ci sentivamo a casa nostra, tenuto conto del nostro legame con papa Giovanni Paolo II e suor Faustina Kovalska. Fu un’esperienza per noi molto forte. Siamo anche dei musicisti. Ci chiamavano spesso a portare testimonianze. Fino al 19 luglio 2017”.

In quei giorni in diocesi c’erano i ragazzi polacchi che rendevano la visita dell’anno precedente. “Stavamo riportando la statua della Madonna di Fatima a Novoli – continua -. Ci fu un incidente. Non ricordo nulla. So solo che eravamo quattro in auto e due morirono. Uno era Domenico. Ora sono qua con un po’ di malinconia, soprattutto perché i ricordi vanno ai giorni di Cracovia, ma questa è una Gmg mariana e volevo esserci a ogni costo. Il nostro primo incontro è legato a Maria: Eravamo al pellegrinaggio che si tiene in agosto ad Altamura, quando arriva la Madonna del buon cammino. La seconda volta che ci vedemmo fu per la recita di un rosario, in parrocchia”.

Tante sono le coincidenze nella vita di Vitalba, e molte legate a Maria. “Andrò anche a Lisbona e Fatima – prosegue – se la destinazione sarà confermata. A volte mi sento smarrita. Non so dove andare. Sono qui anche per chiedere a santa Maria di Antigua che strada intraprendere. Il Signore mi parla attraverso le persone che incontro”.

Vitalba è consapevole che la vita deve andare avanti, ma per venire qua a Panama ha dovuto rinunciare a una supplenza. “Fa lo stesso – conclude non poco commossa -. Al mio rientro sono certa che ce ne sarà un’altra”.

Andare oltre le apparenze. La realtà supera l’idea

Le condizioni trovate da diversi italiani nelle giornate vissute nella diocesi di Chitrè non sono sempre state le più semplici. Lontano
da Pnama city, ma anche nella capitale, si trovano abitazioni fatiscenti, alcune prive di acqua corrente ed energia elettrica. Ecco la riflessione di Sofia Mambelli di Forlì, 20 anni, che confida: “Quando sono arrivata nella famiglia che mi ha ospitato ho pensato “ma dove sono finita?” e mi sono fatta sopraffare dall’apparenza di ciò che avevo incontrato e visto. Solo in un secondo momento, entrando in contatto con le persone e vivendo la quotidianità insieme, sono riuscita davvero ad apprezzare quello che mi era capitato. Spero di riuscire a ricordarmi ciò che sto vivendo per evitare di giudicare di nuovo con apparenza”. Come dire, con le parole di papa Francesco, che “la realtà supera l’idea”, ed è molto migliore di come la interpretiamo.

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Argomenti: Giovani
Tag: Panama2019
Fonte: Avvenire