Cinema. Il viaggio di Milo Rau fra gli «invisibili»
Cinema. Il viaggio di Milo Rau fra gli «invisibili»

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«Basta andare un po’ fuori da questa bella città, non più di una ventina di minuti di macchina, per vedere persone che dormono come gli animali sotto le stelle dopo aver lavorato tutto il giorno nelle piantagioni di pomodori per trenta euro al giorno». L’invito a vedere gli “invisibili”, i nuovi schiavi, proviene da Milo Rau, il regista svizzero di punta del teatro contemporaneo; le terre dove vivono in condizioni inumane e clandestinità sono i ghetti di Borgo Mezzanone, Metaponto e Rignano e la “bella città” a cui fa riferimento è Matera che in questo memorabile anno di capitale europea della cultura è stata al centro di un’iniziativa singolare nel mondo dell’arte scaturita da domande che l’ingiustizia sociale ha reso nell’animo di Milo Rau sempre più impellenti e inevitabili: «Chi sarebbe Gesù nel XXI secolo? Che cosa predicherebbe? Chi sarebbero i suoi discepoli? Che cosa resta del messaggio di salvezza di Gesù in questi tempi di sfruttamento globale?».

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Argomenti: Cinema
Tag: #cinema film Matera poveri Vangelo
Fonte: Avvenire