Il Qatar abolisce la «kafala»: i migranti sono meno schiavi
Il Qatar abolisce la «kafala»: i migranti sono meno schiavi

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Per i due milioni di lavoratori stranieri del piccolo ma potente Qatar (che conta a malapena 3 milioni di abitanti), quella annunciata nelle ultime ore rappresenterebbe una svolta: potrebbe non essere più necessario richiedere al datore di lavoro il permesso per cambiare occupazione o per allontanarsi dal territorio nazionale, cioè potrebbero venire meno i vincoli di quella che oggi si configura come una vera e propria forma di schiavitù moderna, il cosiddetto sistema della kafala. Si tratta di un sistema di sponsorizzazione del lavoro che prevede una dipendenza strettissima tra il lavoratore migrante (di solito da India, Filippine, Bangladesh, Nepal) e l’azienda che lo ha assunto. Due giorni fa, il Consiglio dei ministri dello Stato del Qatar ha annunciato di avere approvato all’unanimità nuovi provvedimenti di legge che, al termine dell’iter previsto, consentirebbero ai dipendenti stranieri di cambiare liberamente il proprio datore di lavoro (mentre ora serve una sorta di nulla osta) e di non rimanere assoggettati ai requisiti necessari per ottenere l’autorizzazione a lasciare il Paese.

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Argomenti: Mappamondo
Tag: Economia Lavoro migranti
Fonte: Avvenire