Chat dell’orrore. Pollo: “Una discesa agli inferi ma dalla quale si può risalire”
Chat dell’orrore. Pollo: “Una discesa agli inferi ma dalla quale si può risalire”

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“Episodi come questo sono un pugno nello stomaco ma purtroppo accadono e e sono il risultato di una profonda crisi antropologica e valoriale dovuta al combinato di diversi fattori”. Così Mario Pollo, sociologo e docente di pedagogia generale e sociale, e di psicologia delle nuove dipendenze all’Università Lumsa di Roma, commenta al Sir la scoperta della “chat dell’orrore”, in questi giorni alla ribalta della cronaca, venuta alla luce grazie alla denuncia, nei mesi scorsi ai Carabinieri di Siena, della mamma di uno dei ragazzini coinvolti – circa 300 su tutto il territorio nazionale – un tredicenne. Nella chat gestita su WhatsApp da due quindicenni, video pedopornografici, inni a Hitler e all’Isis, razzismo e antisemitismo, disprezzo e scherno nei confronti dei bambini malati di cancro, sevizie su animali. Il tutto condito con svastiche e bestemmie. Nome della chat “The Shoah party”. L’indagine scattata a seguito della denuncia vede indagati 25 ragazzi: 16 tra i 13 e i 17 anni; 9 tra i 18 e i 20. Il 18 ottobre hanno preso il via le perquisizioni nelle loro abitazioni.

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Argomenti: Giovani Società
Tag: chat giovani razzismo
Fonte: SIR