Bari 2020. Da La Pira a papa Francesco, profeti di pace per il Mediterraneo
Bari 2020. Da La Pira a papa Francesco, profeti di pace per il Mediterraneo

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«Tutto va bene, verso il nostro obiettivo: consolidare fin dalle radici economiche le relazioni nuove stabilite fra i nostri due Paesi». Così Giorgio La Pira, il 24 luglio 1957, scriveva all’amico Moulay Ahmed Alaoui, membro di rilievo della corte di Rabat presso la quale era stato da poco ospitato. Le «relazioni nuove» avevano avuto a Firenze uno dei principali snodi grazie all’accoglienza, delicata e ufficiale insieme, che il sindaco La Pira aveva riservato, a gennaio, a Mohammed V, sovrano del Marocco da poco indipendente. Al rientro in Italia, La Pira (in stretto contatto con Amintore Fanfani) avviò la preparazione della visita ufficiale del ministro degli Esteri marocchino, incontrando il presidente della Repubblica e il ministro degli Esteri, coinvolse anche il presidente dell’Iri Aldo Fascetti e quello dell’Eni Enrico Mattei, fautore di un accordo con l’Iran, per lo sfruttamento delle risorse minerarie, sulla base di un modello di relazioni commerciali non gravato da sudditanze coloniali. Modello che troverà rapida applicazione nell’accordo petrolifero italo-marocchino che nell’agosto 1958 (a un mese dall’insediamento del secondo Governo Fanfani) sarà già cosa fatta.

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Argomenti: Cei
Tag: Giorgio La Pira Incontro di Bari Mediterraneo pace
Fonte: Avvenire