Bari 2020. Il cardinale Sako: «Il mio Iraq chiede diritti. E pace»
Bari 2020. Il cardinale Sako: «Il mio Iraq chiede diritti. E pace»

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È arrivato in piazza Tahrir, cuore delle proteste che stanno scuotendo Baghdad, su una delle centinaia di Tuc Tuc. Quelle che in Italia tutti conoscono come Ape Piaggio, nella capitale dell’Iraq sono fra i simboli della rivolta che ha un’eco in tutto il mondo. E il cardinale Louis Raphaël Sako, patriarca di Babilonia dei caldei, ha scelto il piccolo e popolare mezzo di trasporto per immergersi fra le migliaia di giovani (e meno giovani) che sono in strada dall’inizio di ottobre. Uniti, al di dà dell’appartenenza religiosa o dell’etnia, per chiedere un futuro nuovo in questa «terra santa», come la definisce il cardinale. «Benvenuti ai nostri fratelli cristiani, saluti al Papa, onori a voi, e benedizioni da voi…» è stato il grido con cui sono accolti il patriarca e la delegazione della Chiesa caldea. «A tutti devono essere garantiti un lavoro, un alloggio, i sostegni necessari per abitare nel nostro Paese. È così che si costruisce la pace, non sicuramente alimentando le paure, le preoccupazioni, la miseria», spiega Sako ad Avvenire. Iracheno, 71 anni, creato cardinale da papa Francesco nel 2018, parteciperà all’Incontro “Mediterraneo, frontiera di pace” promosso dalla Cei che farà giungere a Bari dal 19 al 23 febbraio 2020 i vescovi degli Stati affacciati sul grande mare e che sarà concluso da Bergoglio. Sako, che è anche presidente dell’Assemblea dei vescovi cattolici d’Iraq, porterà in Puglia attese e difficoltà dell’intera Chiesa caldea che ha ramificazioni anche in Turchia, Libano, Egitto e Siria oltre a comprendere i cattolici della diaspora.

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Argomenti: Mappamondo
Tag: Cei Incontro di Bari Iraq Louis Raphael Sako pace
Fonte: Avvenire