Le suore di frontiera di Ventimiglia: tra i respinti, con sorrisi e fede
Le suore di frontiera di Ventimiglia: tra i respinti, con sorrisi e fede

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“Portare ai migranti il sorriso della patria e il conforto della fede. Questo era il mandato che il beato Giovanni Battista Scalabrini dava ai religiosi e alle religiose inviati a prestare assistenza alle migliaia di migranti, in quegli anni italiani, che a cavallo tra Otto e Novecento partivano per l’Europa e le Americhe. Ed è lo stesso mandato che noi oggi sentiamo di dover vivere qui, a Ventimiglia, tra i respinti alla frontiera francese”.

Suor Lina Guzzo ha il sorriso acceso e vispo di chi, nonostante oltre cinquant’anni di missione, continua a vivere con gioia e entusiasmo la propria vocazione. L’abbiamo incontrata a Ventimiglia dove, dal 24 settembre scorso, partecipa al nuovo progetto del Servizio itinerante delle suore missionarie scalabriniane: un gruppo di pronto intervento inviato nelle frontiere più ‘calde’ del mondo per fornire aiuto a chi si trova costretto a emigrare. La scelta di Ventimiglia è maturata da un viaggio alla frontiera italo-francese di padre Fabio Baggio, anche lui scalabriniano, sottosegretario del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale. “Su sollecitazione di Papa Francesco – racconta al Sir suor Lina – padre Baggio ha fatto visita al parco Roja, il grande centro gestito dalla Croce Rossa dove sono accolti i migranti che arrivano in città, e n’è rimasto profondamente colpito. Da lì la richiesta al ramo femminile della congregazione per un impegno pastorale da vivere in città”. Suor Lina è così arrivata a Ventimiglia insieme a due consorelle: suor Zenaide Guarnieri, brasiliana, e suor Antoniette Jabao, filippina. Insieme a loro ha preso dimora a “Casa Carmela Moroni” un edificio nel cuore della cittadina, recentemente ristrutturato grazie fondi 8 per mille messi a disposizione dalla Conferenza episcopale italiana.

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Argomenti: Migranti
Tag: #suore accoglienza migranti Ventimiglia
Fonte: SIR