La Giornata dell’Infanzia. Italia bocciata su minori e diritti
La Giornata dell’Infanzia. Italia bocciata su minori e diritti

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I Comuni della Provincia autonoma di Trento destinano per i servizi alla prima infanzia, 0-2 anni, una media di 2.200 euro annui per ciascun bambino. Emilia Romagna e Lazio sono fermi a 1.600 euro. In Puglia si scende a 285, in Campania a 219 per arrivare al fanalino di coda Calabria, solo 90 euro annui, che vuol dire 7,5 euro al mese per ogni piccolo. È la fotografia di uno spicchio delle tante diseguaglianze italiane scattata nel documento realizzato dal Gruppo di lavoro Crc, la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, di cui domani si ricordano i 30 anni.

Al gruppo collaborano un centinaio di associazioni coordinate da Save the Children. Dal documento emerge un Paese che, nella protezione e della tutela dei minori, mostra un atteggiamento ondivago tra incuria e indifferenza. A cominciare dal disinteresse con cui le istituzioni hanno accompagnato la nascita dell’Osservatorio per l’infanzia e l’adolescenza, sorto nel 2007 sulla base di una legge approvata dieci anni prima. Non solo l’organismo ha sempre funzionato a singhiozzo ma a livello regionale, l’istituzione di un Osservatore per l’infanzia e l’adolescenza è realtà davvero stabile e consolidata solo in Lombardia, Emilia- Romagna, Toscana, Marche e Umbria. Trascuratezza che è specchio dello scarso rilievo attribuito al tema ai diversi livelli istituzionali. E che l’Onu ha più volte richiamato nell’ambito delle osservazioni rispetto all’attuazione della Convenzione in Italia.

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Argomenti: Minori
Tag: infanzia e adolescenza Italia minori Onu tutela dei minori
Fonte: Avvenire