Droga. Il grido delle comunità e dei servizi: «Serve una nuova legge»
Droga. Il grido delle comunità e dei servizi: «Serve una nuova legge»

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È un grido che non può più restare inascoltato, quello lanciato ieri alla Camera dei deputati dalle comunità di recupero e dai servizi pubblici insieme ai rappresentanti delle principali società scientifiche della ricerca nel campo delle dipendenze. Tutti insieme – per la prima volta – al cuore dello Stato per dire che sulla droga serve un cambiamento. Subito.

I numeri dell’emergenza in corso, d’altronde, da soli dovrebbero bastare a innescare un intervento straordinario da parte delle istituzioni: un morto ogni due giorni di overdose nel 2019 (siamo arrivati a quota 216, l’ultima vittima ieri), l’età media del primo consumo di sostanze crollata ai 14 anni, 4 milioni di italiani che fanno uso di stupefacenti, di cui 460mila hanno bisogno di trattamenti terapeutici per una dipendenza strutturata (da droga, da alcol, da azzardo, o da tutto insieme, come sempre più spesso avviene). Eppure le risposte non ci sono affatto. O se ci sono, si limitano al contrasto dell’offerta con retate e arresti: fondamentali, ma insufficienti. Lo sanno bene proprio le comunità e i servizi – i cosiddetti Serd –, che nel deserto dei fondi e di un indirizzo politico (il governo attuale non ha nemmeno assegnato le deleghe) riescono a coprire appena un terzo delle richieste d’aiuto. Senza possibilità di azioni incisive sui minori (la generazione più a rischio), nel campo della prevenzione né – alla fine dei percorsi di recupero – nel reinserimento sociale.

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Argomenti: Dipendenze
Tag: dipendenze droga
Fonte: Avvenire