Calabria. Viaggio negli Sprar che garantivano integrazione e adesso vengono chiusi
Calabria. Viaggio negli Sprar che garantivano integrazione e adesso vengono chiusi

Condividi:

Gli Sprar erano il fiore all’occhiello dell’accoglienza e dell’integrazione della Locride, la terra di Riace ma non solo. Ora rischiano di chiudere entro la fine dell’anno. Facendo finire per strada tanti immigrati e togliendo tanti posti di lavoro, sicuramente più di cento, soprattutto giovani, in una regione come la Calabria dove il lavoro non c’è. È l’effetto del primo ‘decreto Salvini’. Ora anche qui sullo Jonio, si spera che sia modificato. E rapidamente. Altrimenti su questa bella e efficiente esperienza sarà scritta la parola ‘fine’. E non per colpe locali. È quello che raccontano alcuni responsabili delle cooperative che gestiscono i 12 Sprar (col decreto ora si chiamano Siproimi). Un viaggio tra buone prassi e forti preoccupazioni. Perché in Locride l’accoglienza inclusiva non è solo Riace ma molto di più, e si sta perdendo, anche senza indagini e processi. Una morte per soffocamento. Come a Gioiosa Jonica, dove lo Sprar per adulti gestito dall’associazione Rete dei comuni solidali (Recosol) è stato istituito per 75 persone ma attualmente ne ospita appena 27.

Continua a leggere

Argomenti: Migranti
Tag: accoglienza Calabria immigrati
Fonte: Avvenire