‘Ndrangheta, ecco l’alternativa per madri e figli dei boss
‘Ndrangheta, ecco l’alternativa per madri e figli dei boss

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Garantire pari opportunità ai minori provenienti da contesti familiari mafiosi, fornendo loro un’occasione alternativa alla vita criminale; valorizzare le potenzialità dei minori che attuano questa scelta creando una rete che li accompagni nella nuova realtà sociale. E ancora, individuare una rete di famiglie, case famiglia e strutture che diano supporto economico, logistico, psicologoco e lavorativo alle donne e ad interi nuclei familiari che decidono di dissociarsi, a seguito dei loro figli, dai contesti ‘ndranghetisti. Sono questi i punti principali del protocollo d’intesa “Liberi di scegliere” stato siglato dal ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, con i colleghi della Giustizia, Alfonso Bonafede, e delle Pari Opportunità, Elena Bonetti, il Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Federico Cafiero De Raho, il segretario della Cei, monsignor, Stefano Russo, e don Luigi Ciotti, presiedente di Libera, i capi della procura e della procura per i minorenni di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri e Giuseppina Latella, il presidente del tribunale dei minori della stessa città, Roberto Di Bella. Un progetto, la cui fase sperimentale era già partita nel 2018 con il contributo economico della Cei attraverso i fondi per l’8xmille, che in questa seconda fase vede invece la Conferenza episcopale italiana anche tra i firmatari del protocollo.

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Argomenti: Politica/Interni
Tag: 'ndrangheta famiglia mafia minori
Fonte: Avvenire