Biblioteca Ambrosiana dal codice al digitale, rivoluzione culturale
Biblioteca Ambrosiana dal codice al digitale, rivoluzione culturale

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Dai papiri tardoantichi ai manoscritti medievali, passando per i testi autografi di personalità come sant’Agostino o Federico Borromeo. Lo splendido tesoro raccolto e conservato dal cardinale Borromeo oltre 400 anni fa «per la pubblica utilità» di tutti i milanesi, conservato nello storico palazzo a due passi da piazza Duomo, comprende codici arabi, ebraici, latini, greci, italiani, siriaci, armeni, persiani e di tutte le maggiori culture antiche del mondo.

E tra pochi anni sarà consultabile gratis online su questo sito CLICCA QUI. Una buona parte di quello che è uno dei più importanti (e antichi) patrimoni librari al mondo, quello della biblioteca Ambrosiana, viene reso così fruibile a tutti: studiosi, ricercatori, lettori ma anche semplici curiosi.

Presentato ieri dal direttore della biblioteca, Federico Gallo, e dal prefetto dell’Ambrosiana Marco Ballarini, è un progetto complesso realizzato dalla Veneranda Biblioteca Ambrosiana in sinergia con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e la statunitense University of Notre Dame di South Bend, (Indiana), e vedrà la digitalizzazione progressiva di tutto il patrimonio di oltre 36mila manoscritti nei prossimi anni. «È un lavoro lungo e complesso. Andiamo avanti per quinquenni, quindi ci dovremo aggiornare al 2024 – spiega Fabio Cusimano, responsabile del progetto di catalogazione –. Per ora siamo riusciti a digitalizzare 341 manoscritti, consultabili tutti in ordine alfabetico, molti dei quali comprendono però pagine miniate: siamo arrivati a riprodurne ben 150mila ad alta risoluzione, che potranno essere consultate oltre da computer, anche da tablet o smartphone».

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Argomenti: Cultura
Tag: biblioteche ecclesiastiche Milano Università Cattolica del Sacro Cuore
Fonte: Avvenire