Siria: in Italia il piccolo Alvin. Ma quale futuro per i figli dell’Isis?
Siria: in Italia il piccolo Alvin. Ma quale futuro per i figli dell’Isis?

Condividi:

Arriva in Italia l’8 novembre per riunirsi con la sua famiglia, Alvin, il bambino albanese che sua madre aveva rapito quando aveva 6 anni, per portarlo da Barzago, Lecco, in Siria, per abbracciare la causa dello Stato islamico. La madre è stata uccisa durante i combattimenti morta e il piccolo è stato ritrovato nel campo profughi di Al Hol grazie allo sforzo congiunto della Mezzaluna Rossa siriana, la Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa Mezzaluna Rossa (Ifrc) e diverse autorità. Secondo l’Unicef sarebbero 28 mila i bambini di altre nazionalità bloccati nel Nord-Est della Siria, la maggior parte nei campi per sfollati. Principalmente provengono dall’Iraq, da dove arrivano 20mila minori. L’80% del totale ha meno di 12 anni e il 50% meno di cinque. La vicenda di Alvin ripropone il tema del recupero e del reinserimento nelle rispettive società dei bambini e delle vedove dei foreign fighters europei a partire dai minori non accompagnati che non hanno responsabilità per i crimini commessi dai genitori.

“Alvin è solo un primo caso e non sarà certo l’ultimo” commenta al Sir Claudio Bertolotti, esperto di terrorismo e radicalismo, direttore Start Insight, organismo che si occupa di temi geopolitici, tra i promotori di Osservatorio React, l’Osservatorio sul radicalismo e il contrasto al terrorismo.

 

Guarda il servizio di Tv2000

Continua a leggere

Argomenti: Mappamondo
Tag: Isis Siria
Fonte: SIR