La tratta cinese in Pakistan: rapite altre donne cristiane
La tratta cinese in Pakistan: rapite altre donne cristiane

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Sono 629 le donne pachistane, per la maggior parte cristiane, inviate in Cina per essere date in sposa a facoltosi individui, e spesso costrette a subire violenze e abusi. In maggioranza, i casi sono stati registrati tra gennaio 2018 e aprile 2019, ma anche la polizia ammette che «questo traffico lucroso prosegue». Intervistato dall’Associated Press, a centinaia di chilometri dal luogo di residenza per evitare ritorsioni, un alto funzionario di polizia esperto della tratta di esseri umani in Pakistan, ha anche indicato come molte delle donne ascoltate durante le indagini sono state sottoposte a trattamenti per la fertilità, ad abusi e, in alcuni casi, costrette a prostituirsi, mentre in un caso sarebbe emerso un prelievo di organi.

Lo scorso settembre, la stampa pachistana aveva diffuso con enfasi il rapporto redatto dall’Agenzia investigativa del Pakistan dove si dettagliavano i 52 casi di cittadini cinesi e di venti pachistani accusati di avere organizzato un traffico di esseri umani finalizzato al matrimonio in Cina. Dei cinesi, 31 sono stati successivamente assolti e altri 21 condannati a piede libero e espulsi. Contemporaneamente, ha sottolineato Saleem Iqbal, attivista cristiano che cerca di sostenere il ritorno delle donne alla famiglie e impedire il loro espatrio, il governo ha posto quella che è stata definita «un’immensa pressione» sugli investigatori per evitare che le indagini creino difficoltà agli intensi rapporti bilaterali tra Islamabad e Pechino, del valore di molte decine di miliardi di dollari.

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Argomenti: Mappamondo
Tag: Cina Pakistan tratta
Fonte: Avvenire