In Etiopia la speranza corre anche via blog
In Etiopia la speranza corre anche via blog

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È la voce critica della nuova Etiopia, quella che cerca di restare unita e sconfiggere il virus dei nazionalismi e del conflitto etnico. Ma era la voce critica anche della vecchia Etiopia, quella che solo un anno mezzo fa, prima che arrivasse al potere il premier Abiy Ahmed, Nobel per la pace del 2019, incarcerava le voci scomode. Come Befeqadu Hailu, 39 anni, che ha pagato con anni di carcere il suo credo nella libertà di espressione. Appartiene a una nuova generazione di giornalisti e scrittori attivisti africani da noi davvero poco nota, ma che sempre più spesso usano i social per denunciare regimi corrotti e antidemocratici per aggirare le censure dei media tradizionali. In Italia ha partecipato al recente festival del giornalismo a Ferrara.

Befeqadu Hailu ha vinto nel 2015 il premio per la libertà di stampa del comitato per la protezione dei giornalisti (Cpj). È anche corrispondente del servizio amarico per la radio pubblica tedesca, direttore esecutivo di Card (Center for advancement of rights and democracy). Inoltre continua a pubblicare articoli scomodi sul suo blog in inglese e amarico. Hailu racconta l’Etiopia in cerca di democrazia a un bivio cruciale, unità o guerre etniche che a noi europei possono ricordare quella dei Balcani negli anni 90. Un clima tanto teso che per frenare l’ondata di violenze etniche nel paese ai primi di novembre, il governo etiope ha approvato una legge che vieta la diffusione di fake news e dell’odio in Rete. I social sono stati infatti usati come mezzo per incitare alle violenze tra comunità che stanno causando decine di migliaia di sfollati nel Paese. Ora sarà il Parlamento a votare la legge per il via libera definitivo.

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Argomenti: Mappamondo
Tag: Africa blog Etiopia giornalismo speranza
Fonte: Avvenire