Europhonica un anno dopo: “Non fermiamo questa voce”. Nel nome di Antonio e Bartek
Europhonica un anno dopo: “Non fermiamo questa voce”. Nel nome di Antonio e Bartek

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Ci sono persone che hanno sogni e progetti che non si fermano nemmeno quando una pallottola gela il sangue e toglie la vita. Così è dei sogni che avevano Antonio Megalizzi e Barto Pedro Orent-Niedzielski, 29 anni il primo, 35 il secondo, due delle cinque vittime di quella sera nel cuore di Strasburgo, quasi un anno fa, l’11 dicembre 2018, quando un coetaneo rabbioso, fermò il loro cuore, ma non le loro passioni.

Due grandi passioni di Antonio erano la radio e l’Europa, che il giovane trentino aveva fatto confluire nella sua attività per Europhonica, il format radiofonico sull’Ue, nato dalla collaborazione di circuiti nazionali universitari di diversi Paesi. Antonio era diventato caporedattore della redazione italiana, e collaborava con 25 ragazzi da Trento a Catania. “Trovarci ancora al Parlamento europeo dopo un anno dagli avvenimenti che ci hanno fortemente turbato, è una soddisfazione ed è prova di forza e costanza”, afferma al Sir – nella sede del Parlamento europeo a Strasburgo – Alice Plata, che guida l’Associazione di radio universitarie RadUni, che aderisce al progetto Europhonica, giunta alla quinta edizione. I ragazzi di Europhonica Italia hanno continuato a compiere il loro lavoro, su base volontaria, e a produrre un contenuto nuovo ogni giorno.

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Argomenti: Europa
Tag: Antonio Megalizzi Comunicazione Europa giornalismo
Fonte: SIR