La nuova frontiera in Uganda: «Terre rubate per le miniere»
La nuova frontiera in Uganda: «Terre rubate per le miniere»

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All’anno zero dello sviluppo umano, là dove una civiltà ancestrale va scomparendo per trasformarsi in qualcos’altro, centinaia di martelli si levano da mani indurite dalla miseria e dalla fatica. Tra polvere e sole, canti e sudore, è un’umanità dolente quella che si raccoglie all’ombra di qualche albero per spaccare grosse pietre senza sosta, donne e bambini soprattutto, piccole mani che diventano adulte troppo in fretta per pochi scellini. A poco a poco la pietra calcarea diventerà ghiaia da rivendere alle imprese che costruiscono strade. Un secchio mille scellini, 25 centesimi di euro.

Karamoja, ultimo lembo nordorientale di un’Uganda che è già quasi Kenya, terra dei karimojong, popolo guerriero di pastori semi-nomadi, legati da sempre alle loro mandrie bovine. Dimenticata per decenni da qualsiasi governo, da qualsiasi potere, considerata zona off limits per le frequenti violente razzie di bestiame, la Karamoja è oggi la nuova frontiera, una regione il cui sottosuolo in gran parte ancora inesplorato è diventato terreno di caccia per tante compagnie straniere. Uranio, cobalto, oro, argento, grafite, platino, sono almeno 13 i minerali rari scoperti una dozzina di anni fa in un territorio in cui le piogge limitate a pochi mesi l’anno e una situazione ambientale ostile avevano permesso solo ai karimojong di vivere, seppur assediati dalla ciclica insicurezza alimentare.

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Argomenti: Mappamondo
Tag: miniere Uganda
Fonte: Avvenire